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giovedì 6 maggio 2021

PRIMA DELLE ETICHETTE


E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla lettura delle etichette. Lo potete leggere qui

venerdì 5 febbraio 2021

SCIROPPO DI GLUCOSIO IN PIZZERIA


E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio articolo su cosa può accadere se in pizzeria non si trascurano le etichette.  Lo potete leggere qui.

lunedì 9 febbraio 2015

ETICHETTE NUTRIZIONALI: TUTTO BENE?



Le etichette nutrizionali sul cibo sono generalmente un ottimo strumento a disposizione del consumatore. Leggendole con attenzione (almeno a casa, con calma) ci si può fare un’idea del contenuto nutrizionale (quante calorie, quanti carboidrati e proteine, quanti grassi e di che tipo, le vitamine e i minerali, ecc.) degli acquisti. Tutto bene dunque? Non proprio, soprattutto se questi strumenti offerti dall’industria alimentare non vengono utilizzati con buon senso. I ricercatori dell'Università di Hertfordshire (Regno Unito) e dell'Università di Alberta (Canada) hanno pubblicato i risultati di uno studio sull'impatto dell’etichettatura nutrizionale nell'assunzione di calorie (Appetite 2013,65:153–158). Questo studio ha rivelato che le informazioni nutrizionali che enfatizzano il minor contenuto di grassi e di calorie fanno aumentare l'assunzione di cibo di 28 grammi e l'apporto energetico di 39 kcalorie. Un eccesso che può effettivamente sembrare assai modesto. Ma il ripetersi di questo surplus può, a lungo termine, avere importanti implicazioni sul peso corporeo. L'etichettatura nutrizionale può dunque produrre false percezioni nella mente del consumatore, con conseguenze impreviste e indesiderate sulla assunzione di cibo.

giovedì 25 settembre 2014

CON IL VERDE TI SUGGESTIONO


Quando andiamo a fare la spesa, pensiamo generalmente di essere nel pieno possesso delle nostre facoltà e che nessuno possa decidere per noi. Effettivamente la questione è notevolmente più complessa e quando ci troviamo immersi nella realtà dei supermercati (una realtà molto più virtuale di quello che sembra) occorre attivare tutta la nostra attenzione e il nostro senso critico.
Prendete, ad esempio, le etichette. Se vi sembra che siano semplicemente dei pezzi di carta o plastica appiccicati sulle confezioni e dalle quali ricavare informazioni più o meno utili, vi sbagliate di grosso. Per la legge si tratta di uno strumento di informazione e di tutela del consumatore. Per chi produce, invece, le etichette sono un tassello importante nella strategia di vendita. Il colore prevalente in una etichetta, ad esempio, è attentamente studiato e scelto in funzione degli effetti che produrrà sul consumatore. I quali possono attribuire ad un alimento alcune caratteristiche (più o meno reali) a seconda del colore dell’etichetta. Tant’è vero che i cibi etichettati in verde sembrano più salutari. Lo testimonia uno studio  condotto dai ricercatori della Cornell University (USA) e pubblicato su HealthCommunication online, 27 febbraio 2013. I cibi confezionati e etichettati utilizzando materiali di colore verde indurrebbero i consumatori, soprattutto quelli più attenti alla sana alimentazione, a credere di essere meno calorici, rispetto a quelli con le etichette bianche o arancioni.

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)