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giovedì 8 luglio 2021

CAVOLI E CUORE

E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di frutta e ortaggi (in particolare cavoli) e il rischio cardiovascolare. Lo potete leggere qui.

giovedì 8 agosto 2019

CHE CAVOLI!


Nelle donne, anche dopo i 70 anni, un maggior consumo di ortaggi (soprattutto crucifere) protegge dall’aterosclerosi. È questa la sintesi di uno studio pubblicato qualche tempo fa sulla rivista Journal of the American Heart Association 2018 Apr 4;7(8)
Nessuna novità, potremmo dire. Eppure conforta avere nuove conferme scientifiche sulla bontà degli inviti a consumare regolarmente vari tipi di verdure, con una specifica attenzione alle crucifere (broccoli, cavolfiori, cavoli e cavoletti di Bruxelles). 
Questa ricerca ha seguito un gruppo di donne che, all’avvio dello studio, avevano almeno 70 anni.
Di questi soggetti sono stati considerati i parametri antropometrici (peso, altezza, ecc.), i principali parametri biochimici (analisi del sangue), lo stato socio-economico, l’abitudine al fumo, l’assunzione di alcol e di farmaci. Si sono poi raccolti i dati relativi ai consumi di tutte le verdure, calcolando il numero di porzioni giornaliere (una porzione = 75 grammi), differenziando il tipo di vegetali (crucifere, agliacee, verdure rosse/arancio/gialle, verdure a foglia verde, legumi). Infine, è stata valutata l’evoluzione dello spessore della parete delle arterie carotidi. Ebbene, al consumo più abbondante di verdure (in particolare di broccoli e cavoli) corrispondeva il minore spessore della parete delle carotidi. Cioè più basso era il rischio di arteriosclerosi e di ictus. È interessante notare che il secondo gruppo di vegetali con il migliore effetto preventivo erano i legumi. 

domenica 6 novembre 2016

CAVOLINI DI BRUXELLES E TUMORI




La famiglia botanica delle Crocifere (alla quale appartiene il cavolo di Bruxelles) è oggi tra le più studiate per le notevoli proprietà antitumorali che dimostra di possedere. La scienza moderna conferma dunque la speciale considerazione di cui i cavoli sono fatti oggetto nella tradizione popolare. Il cavolo di Bruxelles contiene diverse sostanze dotate di proprietà anticancro. È noto da tempo che nelle popolazioni che consumano abbondantemente i cavoli l’incidenza del cancro (e soprattutto dei tumori alla mammella, all’intestino e alla prostata) è minore. Le sostanze protettive (ditioltioni, glucosinolati, indoli, isotiocianati, cumarine, fenoli...) agiscono in pratica disintossicando l’organismo ed aiutandolo ad eliminare rapidamente le sostanze tossiche prodotte dal metabolismo o introdotte dall’ambiente. Il cavolo di Bruxelles è inoltre piuttosto ricco di vitamina C: 100 g ne contengono circa 80 mg, una quantità superiore al fabbisogno giornaliero per un adulto (60 mg). È noto che la vitamina C garantisce buona efficienza al sistema immunitario e aiuta a prevenire non solo le banali patologie infettive (raffreddori, sinusiti, influenze...), ma anche le malattie cardiovascolari, i tumori e perfino la cataratta. Il cavolo di Bruxelles contiene anche una buona quantità di acido folico, indispensabile per la produzione dei globuli rossi e per la sintesi di nuove proteine. La sua carenza determina difficoltà nel normale accrescimento dei tessuti organici, con danni soprattutto all’apparato digerente e all’apparato genitale. L’acido folico, inoltre, è essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso del feto. Tutte queste preziose proprietà nutrizionali sono conservate integre quando i cavoli sono mangiati crudi (come si può fare con verze e cappucci) oppure leggermente scottati a vapore (è il caso dei cavoli di Bruxelles). È possibilmente da evitare la cottura prolungata in piena acqua che favorisce la dispersione di almeno il 50% delle sostanze protettive più importanti. Infine, ricordiamo che i cavoli (a differenza della quasi totalità degli altri ortaggi) contengono anche una discreta quantità di proteine: in una porzione di cavoli di Bruxelles cotti possiamo anche trovare il 6-7% di proteine vegetali. A titolo di confronto, è utile sapere che in un piatto di riso brillato lessato e condito con olio d’oliva le proteine arrivano a malapena al 2%.

mercoledì 23 luglio 2014

QUALI ALIMENTI FAVORISCONO LA PRODUZIONE DI LATTE MATERNO?

Per la neo-mamma una buona presenza sulla sua tavola di verdure e frutta fresche e crude è certamente indispensabile. Occorre poi limitare il più possibile gli alimenti conservati e addizionati con sostanze chimiche perché, attraverso il latte, arrivano direttamente al neonato. Si è oggi convinti che l’incremento notevolissimo delle malattie allergiche trovi una spiegazione anche nella precocità e nell’intensità con cui il piccolo viene messo in contatto con sostanze chimiche estranee. Per quanto riguarda il latte, che il berne giornalmente ne faccia produrre tanto alle mamme è un’affermazione tutta da dimostrare. Anzi, molto spesso il latte crea problemi digestivi alla madre e anche al lattante. Non sempre si hanno risposte positive, ma almeno nel 30-40% dei casi la sospensione del latte e dei derivati nell’alimentazione della madre porta alla scomparsa di coliche gassose e di irritazioni cutanee nel lattante.
Esistono infine alcuni alimenti da utilizzare con cautela o da evitare del tutto perché impartiscono al latte un gusto che può non essere gradito al piccolo. Si tratta di cipolla, aglio, porri, cavoli e asparagi. Altre piante, come i carciofi e la menta, limitano la produzione del latte.
Non dovrebbe essere necessario, ma è bene richiamare l’attenzione anche sul fatto che la nicotina, la caffeina, l’alcol e gran parte dei farmaci consumati dalla madre si ritrovano nel latte e il loro uso deve essere del tutto eccezionale o, se possibile, abolito. Un’integrazione con lievito di birra e con polline (un cucchiaio
di ciascuno al giorno) apporta i necessari supplementi vitaminici e minerali in misura più che sufficiente, se l’alimentazione complessiva è di buona qualità. Alcune piante favoriscono la montata lattea e rendono il gusto del latte migliore.
Ecco un’ottima tisana, da bere in ragione di una tazza dopo ogni poppata, anche per garantire il necessario e abbondante apporto di liquidi. Mescolate in parti uguali semi di finocchio e di anice verde, camomilla, liquirizia e luppolo. Mettete 4 cucchiai colmi di questa miscela in un litro d’acqua bollente e poi filtrate. Bevete senza dolcificare.
Non bisogna infine dimenticare che il miglior alimento per la madre che allatta è la fiducia in se stessa e il rapporto d’amore che la lega al suo piccolo.

(Tratto dal mio libro IL CIBO IN GRAVIDANZA)