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lunedì 19 ottobre 2020

PATATE: SI', MA...


RICEVO E PUBBLICO:


Amo molto le patate e le mangio spesso. Qualche conoscente mi mette in guardia e mi dice che non fanno bene. Ma non contengono carboidrati come i cereali? Potrebbe chiarirmi questo dubbio?


Sul fatto che la patata contenga carboidrati il lettore ha ragione: nel tubero se ne trovano circa il 18%. Ma altri alimenti comuni ne sono nettamente più ricchi come, ad esempio, il frumento 65%, il pane integrale 48,5%, la farina di mais 80%, i legumi secchi 47-48%. Per quanto riguarda le fibre, nutrienti assai importanti per la prevenzione della patologia cardiovascolare (e non solo), la patata ne contiene circa l’1,6%, mentre nella farina integrale di frumento se ne trova l’8% e nei legumi dal 14 al 17%. Questi dati aiutano, almeno in parte, a spiegare come mai sulla patata non esistano studi specifici che ne testimonino in modo chiaro l’utilità nella prevenzione dei tumori o delle malattie degenerative. Per lo meno con la certezza scientifica con la quale numerosi altri alimenti come cereali, legumi, frutta e verdura sono invece ritenuti assai utili per l’organismo. È noto, inoltre, che i diabetici e coloro che, per costituzione o familiarità, sono predisposti verso questa e altre malattie metaboliche dovrebbero mantenere il livello di glucosio sanguigno (la glicemia) entro i limiti fisiologici. Evitandone soprattutto l’eccessivo innalzamento dopo il pasto. Per questo è utile conoscere l’indice glicemico degli alimenti. Questo valore è espresso da un numero che confronta l’innalzamento della glicemia dopo il pasto provocata da uno specifico alimento con quella di un alimento di riferimento (il pane bianco, il cui indice è fissato convenzionalmente a 100). La patata è, di fatto, uno degli alimenti con indice glicemico più elevato. Soprattutto se confrontata con altre fonti di carboidrati come i legumi e la pasta. Questi ultimi alimenti andrebbero dunque preferiti da tutti coloro che sono predisposti verso il diabete, l’obesità, l’ipercolesterolemia, ecc. In ogni caso, a beneficio di coloro che amano le patate, occorre precisare che consumare le patate assieme con ortaggi ricchi di fibre (carciofi, cavoli, cicoria, funghi, carote, radicchio, ecc.) consente di limitare gli sbalzi glicemici. Le fibre infatti rallentano l’assorbimento di glucosio e mantengono tendenzialmente costante nel tempo il valore della glicemia. Inoltre potrà far piacere sapere che in uno studio pubblicato nel 2005 sulla rivista scientifica European Journal of Clinical Nutrition si è riscontrato che la variazione della glicemia dopo un pasto a base di patate ha subito una riduzione del 43% semplicemente aggiungendo un po’ di aceto ai tuberi. 

In conclusione, la patata non andrebbe considerata semplicemente una valida, semplice e gustosa alternativa a lattuga, finocchi e radicchi. E nemmeno a pasta, riso integrale e fiocchi d’avena. Per i bambini, ad esempio, non è la stessa cosa mangiare un piatto di patate oppure un piatto di spaghetti. Senza demonizzare questo tubero (c’è pur sempre una bella differenza tra le patate cotte al vapore con la loro buccia e condite con olio extra vergine d’oliva e una purea istantanea realizzata con preparati in busta), occorre tuttavia ribadire che in una dieta sana gli ortaggi (crudi e cotti), i cereali e i legumi non possono essere sbrigativamente sostituiti dalle patate. 

 

lunedì 20 giugno 2016

MELE E DIABETE





Ricevo e pubblico:

Sono diabetica e mi è stato consigliato di mangiare solo mele verdi. Va bene oppure posso mangiare anche altri tipi di mele? Grazie.
T.O. 

LA MIA RISPOSTA

Diciamo subito che tutti i tipi di mela e di pera sono adattissimi per l’alimentazione del diabetico. La loro capacità di far variare la glicemia (questa variazione è detta anche “indice glicemico”) si colloca, per ambedue questi frutti, attorno ad un valore di poco superiore a 50. La scala di riferimento dell’indice glicemico varia da un valore minimo di 20-40 per i legumi (che quindi sono alimenti da inserire con regolarità nella dieta del diabetico) fino a 120-140 per le patate al forno, il riso soffiato e i dolcificanti come glucosio e maltosio (alimenti che il diabetico dovrebbe dunque evitare il più possibile). In mezzo troviamo le albicocche (46), la pasta (50-60), il riso integrale (66), il riso raffinato (72), l’uva passa (91), il pane bianco (100), il miele (104) e molti altri alimenti che sarebbe qui lungo elencare.
Colgo l’occasione per ricordare che numerosi studi hanno definitivamente dimostrato che le modificazioni corrette dello stile di vita riducono del 58% l’incidenza del diabete, mentre la terapia con farmaci antidiabetici non va oltre il 31%. Una dieta ricca di vegetali freschi, di legumi e di cereali integrali, un apporto adeguato di fibre, una riduzione delle proteine e dei grassi animali (presenti nella carne, nelle uova e nei formaggi) e soprattutto l’attività fisica giornaliera (con un minimo di 20-30 minuti al giorno) prevengono l’aumento del livello di glucosio nel sangue (iperglicemia) e migliorano la terapia della malattia.
Ricordo infine che alcuni alimenti o nutrienti hanno, per motivi diversi, una speciale utilità per il diabetico: si tratta di cipolla, aglio, lievito di birra, vitamina A (sotto forma di caroteni si trova in mais, miglio, carote, cavolo, verza, pomodoro, zucca, broccoli, spinaci, prezzemolo, albicocche, melone, pesca, ecc.), vitamina C (vegetali freschi e crudi, bacche, peperoncino, prezzemolo, cavoli), vitamina E (semi oleosi, oli spremuti a freddo, legumi, cereali integrali, tuorlo d’uovo, germe di grano), magnesio (cereali integrali, germe di grano, semi oleosi, legumi, lievito di birra, pesce, alghe di mare, cavoli, broccoli, aglio, sedano, peperoni, pomodori, sale marino integrale).