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lunedì 22 marzo 2021

CARNE ARTIFICIALE A SINGAPORE. E' UNA SOLUZIONE? FORSE, MA...


E' uscito sul Fatto Quotidiano Magazine un mio articolo sulla "carne artificiale". Potrebbe essere la svolta per evitare lo sterminio di animali e ridurre fortemente l’impatto ambientale. Ma è anche una alternativa salutare? Ci sono altre soluzioni? Lo potete leggere qui.

sabato 4 luglio 2020

DIETA VEGETARIANA E DIVERTICOLI


Segnalo sull'ultimo numero della bella rivista BIOLCALENDA un mio contributo sui vantaggi della dieta vegetariana per la prevenzione e la gestione non farmacologica dei diverticoli del colon. Lo potete leggere qui.

lunedì 27 gennaio 2020

ANTIBIOTICORESISTENZA E DIETE


Nel 2017 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato le nuove linee guida per l’impiego degli antibiotici negli animali da allevamento. Embè, dirà qualcuno, che c’entriamo noi, sarà un problema degli allevatori e dei veterinari. E invece è una questione che ci tocca di vicino. Come consumatori, come (possibili) ammalati, come esseri umani.  
Si calcola che l'80% degli antibiotici venga somministrato agli animali allevati. Soprattutto per accelerarne la crescita.
Il problema è che l’uso eccessivo e improprio degli antibiotici negli animali (e negli esseri umani) contribuisce fortemente ad aggravare la minaccia dell’antibioticoresistenza.
Lo testimonia un ampio studio pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health (Volume 1, No. 8, e316–e327, November 2017), studio che ha costituito la base per il documento dell’OMS.
L’invito pressante dell’OMS è di non utilizzare gli antibiotici per promuovere la crescita e per prevenire le malattie negli animali sani, in modo che questi importantissimi farmaci mantengano una loro efficacia per la medicina e la terapia in ambito umano. Alcuni tipi di batteri che causano infezioni gravi negli esseri umani hanno già sviluppato una resistenza alla maggior parte o a tutti i trattamenti disponibili, mentre la ricerca di nuovi farmaci in questo campo non è, al momento, promettente. L’antibioticoresistenza produce già oggi ricoveri più lunghi, aumento dei costi sanitari e maggiore mortalità.
Il documento dell’OMS è prodigo di indicazioni e suggerimenti sensati rivolti agli individui, ai responsabili politici, ai medici e ai veterinari, ai decisori politici, all’industria farmaceutica, agli allevatori e agli agricoltori. Tuttavia, il mio modesto parere è che ci troveremo fra qualche anno a confrontarci con le conseguenze sempre più gravi di un problema non risolto. Afferma l'Oms: "Il volume degli antibiotici utilizzati negli animali continua ad aumentare in tutto il mondo, guidato da una crescente domanda di alimenti di origine animale, spesso prodotti con grandi allevamenti". Ecco, il punto mi sembra proprio questo: gli allevamenti. È proprio questa modalità di produrre cibo che genera giganteschi problemi, dall’antibioticoresistenza ai danni ambientali fino agli squilibri della dieta consentiti anche dalla enorme disponibilità di alimenti di origine animale a basso costo (per il consumatore finale, ma non per l'ambiente e per l’umanità). 
Se fossi un esperto dell’OMS mi batterei per promuovere con forza le diete basate sui vegetali (vegetariane e vegane), probabilmente la soluzione più appropriata per parecchie emergenze, compresa l’antibioticoresistenza. 

domenica 3 luglio 2016

ALLERGIA AL NICHEL E DIETA VEGETARIANA


E' disponibile un dettagliato dossier sul tema dell'allergia al nichel in riferimento all'alimentazione 100% vegetale a cura della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.
E' diffusa la credenza che chi soffre di tale allergia non possa seguire un'alimentazione 100% vegetale: il dossier mostra che non è così, perché i cibi che conviene escludere non sono poi molti ed inoltre è piuttosto opinabile che cosa si intenda per cibi "ad alto contenuto di nichel".
Questo dossier fa il punto sul problema dell'allergia al nichel sulla base della più recente letteratura scientifica, in relazione all'adozione di un'alimentazione 100% vegetale.

Qui potete leggere una breve presentazione del dossier.
Qui invece l'interessante dossier completo, da leggere o anche da scaricare.

giovedì 19 maggio 2016

DIETA VEG A SCUOLA: E' D'ACCORDO ANCHE IL MINISTERO



Giro a tutti gli interessati questa notizia, divulgata dalla Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

Menù vegan a scuola: è un diritto

Ottime notizie per i genitori vegan: d'ora in avanti sarà certamente meno laborioso far capire ai responsabili della ristorazione scolastica che il menù vegan DEVE essere reso disponibile.
Infatti, il 5 maggio scorso, il Ministero della Salute ha emesso una nota tesa a ribadire che tutte le mense scolastiche DEVONO fornire un menù vegan ai bambini su semplice richiesta dei genitori, senza che questi debbano presentare un certificato medico o altre attestazioni.
Inoltre la comunicazione del Ministero stigmatizza le linee di indirizzo regionali obsolete che "impropriamente sconsigliano la scelta vegetariana e quella vegana", in contrasto con le più
recenti linee di indirizzo nazionali del 2010.
La nota è indirizzata a tutte le Regioni e Province Autonome e richiama le "Linee di Indirizzo Nazionale per la Ristorazione Scolastica" 
approvate nel 2010.
( http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1248_allegato.pdf ) 
Queste, a pagina 22, recitano testualmente: "Vanno assicurate anche adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali. Tali sostituzioni non richiedono certificazione medica, ma la semplice richiesta dei genitori."
In questa nota, il Ministero dunque intende esplicitare che anche la scelta vegan (e vegetariana) rientra tra le ragioni "etico-religiose" (in questo caso etiche) che richiedono un menù apposito, e per le quali non serve certificato medico.
Certo, era ovvio anche dal testo delle linee guida del 2010, ma dato il comportamento irrazionale di alcuni Comuni e alcune scuole che continuavano a richiedere certificati o che addirittura rifiutavano a priori l'opzione vegan, questa circolare è decisamente utile per mettere un punto fermo sulla questione e bloccare sul nascere ogni tentativo di fantasiosa interpretazione da parte di qualche ASL o dirigente scolastico.
E' stato dunque aggiornato l'opuscolo "Ottenere pasti vegani nelle mense scolastiche: un manuale pratico", disponibile on-line, che già da qualche anno fornisce informazioni pratiche e dettagliate su come procedere per effettuare la richiesta di un menù vegan a scuola. In appendice, come ultima pagina, è stata inserita una copia di questa nuova nota del Ministero, che i genitori potranno
stampare e allegare alla propria lettera di richiesta, se necessario."

Per scaricarlo:
http://www.vegfacile.info/download/opuscolo-mense-vegan.pdf

lunedì 9 maggio 2016

FESTIVAL VEGAN PARMA ETICA 2016: UNA INIZIATIVA DA SOSTENERE


Segnalo questa iniziativa e la petizione che ne richiede nuovamente il patrocinio alla Regione Emilia Romagna (che l'ha finora rifiutato). Mi sembrano meritevoli di sostegno.

venerdì 1 aprile 2016

MENU VEGETARIANO ALMENO UN GIORNO ALLA SETTIMANA



Il M5S chiede al Consiglio Regionale della Toscana di introdurre in ospedali, scuole e università della regione almeno un giorno alla settimana con menu esclusivamente vegetariano e biologico. Altri particolari qui.

sabato 26 dicembre 2015

CAMPAGNA PER LA PREVENZIONE NELLE MENSE SCOLASTICHE

Ho aderito volentieri a questa campagna, rivolta al ministero della Salute, che vuole affrontare un tema importante ed urgente: quello dell'alimentazione infantile nelle mense scolastiche. Come potrete leggere nel testo, si chiede al Ministero della Salute di aggiornare le linee guida della ristorazione scolastica, oramai obsolete, sulla base delle linee guida internazionali per la prevenzione delle malattie croniche e del cancro. Questa campagna nasce come conseguenza dei ripetuti allarmi sulla salute dei nostri bambini e delle recenti posizioni dell'OMS sulle carni conservate e le carni rosse.
Potete trovare ulteriori dettagli sul Comunicato Stampa.

lunedì 14 dicembre 2015

CARNE IN TAVOLA PER LE FESTE? MEGLIO DI NO



Molti sono vegetariani o vegani o, comunque, cercano di ridurre la carne a tavola. Con motivazioni diverse. Salutistiche, certamente: la carne, specialmente rossa, è fortemente correlata all’aumento del rischio tumorale, cardiovascolare, metabolico. Ma di sicuro non dimenticando le esigenze di tipo etico: la violenza mortale e le sofferenze inflitte agli animali sono la norma (e non l’eccezione) negli allevamenti industriali.
Da qualche anno si riflette anche sulle conseguenze ambientali delle diverse diete. Un tema spinoso, quello ambientale, perché racchiude in sé questioni non solo relative al paesaggio da preservare, ma attinenti anche all’economia, alla giustizia sociale, alla fame, alla guerra (per l’acqua o per le terre coltivabili, ad esempio), alle migrazioni forzate, ai diritti delle persone.
Viene dunque a proposito uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy ofSciences (Agosto 19, 2014, vol. 111 n. 33) dal quale risultano dati impressionanti. Negli USA, a parità di apporto calorico, la produzione di carne bovina richiede 28 volte più terra, 11 volte più acqua e 6 volte più fertilizzanti (mentre libera 5 volte più gas serra) rispetto alla produzione di altre carni, uova e prodotti caseari. Questi ultimi alimenti, a loro volta, richiedono da due a sei volte le risorse necessarie a produrre grano o riso per un valore calorico equivalente. Si noti che alla produzione di alimenti di origine animale gli Sati Uniti destinano 3,7 milioni di chilometri quadrati di terreno (il 40 per cento della superficie dello stato, circa 12mila metri quadrati a persona), buona parte dei quali utilizzati per la produzione dei mangimi. Che si succhiano anche il 27% di tutte le acque irrigue. La produzione di gas serra da parte degli allevamenti è pari al 20% di quella del settore dei trasporti. Senza contare, ricordano i ricercatori, che la diffusione del modello alimentare statunitense (complice la globalizzazione) esporta non solo l’abitudine deleteria alla bistecca quotidiana, ma anche i relativi problemi. 
Non servono commenti. Ce n’è abbastanza per riflettere in questi giorni spumeggianti.
Ecco un piatto raffinato, che vi farà fare bella figura durante i conviti delle feste di fine anno e che “pesa” molto poco sull’ambiente. Buone Feste.

Verdure gratinate per i giorni di Natale

un cavolfiore piccolo
un broccolo verde
un finocchio
un pezzo di zucca
un cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva
2 cucchiai di pangrattato
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie

Per la besciamella:

100 g di farina semintegrale di frumento
mezzo bicchiere d’olio extra vergine d’oliva
1 litro di latte di avena
una tazza di funghi già spadellati con aglio e prezzemolo
noce moscata
sale

Pulite e lavate le verdure e tagliatele in pezzi omogenei. Sbollentatele per un paio di minuti in acqua leggermente salata, scolatele e fatele sgocciolare.
Dedicatevi alla besciamella. Mettete in una pentola l’olio e versatevi anche la farina. Accendete il fuoco e, mescolando con un cucchiaio di legno, dovrete ottenere una crema liscia. Aggiungete poco alla volta il latte di avena, man mano che la besciamella si addensa. Insaporite con sale e noce moscata, unite i funghi e, con l’aiuto di un frullatore ad immersione, riducete il tutto in una crema profumata. Accomodate le verdure in una pirofila unta, copritele con la besciamella e completate con una spolverata di pane grattugiato e lievito. Condite con un cucchiaio d’olio e mettete nel forno a 200 gradi per 15 minuti. Lasciate intiepidire prima di gustare. Si può preparare in anticipo e riscaldare a 150 gradi per 15 minuti prima di portarlo in tavola.

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)


martedì 6 ottobre 2015

LA DIETA VEGETARIANA A S. MICHELE (VR) PER AUSER

GIOVEDI 15 OTTOBRE 2015 ORE 15,30
presso
EX SALA CONSILIARE - PIAZZA MADONNA DI CAMPAGNA (VR)

LA DIETA VEGETARIANA
con il Dr. Paolo Pigozzi

Info: 3478423283; giorgiogiaco@alice.it

venerdì 13 febbraio 2015

EQUILIBRIO ACIDO-BASICO NELLA DIETA A VERONA (CORTE MOLON)

Venerdì 20 febbraio 2015
ore 17,00/18,30

Alimentazione e salute: 
l'equilibrio acido-basico
L’equilibrio acido-basico è alla base della salute dell’organismo di grandi e bambini. Una sana e corretta alimentazione è indispensabile per mantenerlo.

All'interno di un percorso dedicato a genitori e nonni per conoscere le regole di una sana ed equilibrata alimentazione  per i bambini.

Presso lo Spazio Famiglie Via della Diga, 19 Verona (presso Corte Molon)

Conduce gli incontri il dott. Paolo Pigozzi.

Durante ogni incontro verrà proposto un approfondimento teorico e diversi suggerimenti e ricette pratiche.

GLI INCONTRI SONO GRATUITI, MA OCCORRE ISCRIVERSI


Per informazioni e iscrizioni:

COMUNE DI VERONA
Coordinamento Servizi Sociali e Integrazione Socio Sanitaria
SEGRETERIA DELLO SPAZIO FAMIGLIE
tel. 045 8078040 – 8078343
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00
email: spaziofamiglie@comune.verona.it 

domenica 28 dicembre 2014

DIABETE: NON SOLO ZUCCHERO



Chi mangia troppa carne rossa rischia il diabete più degli altri. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su  JAMA Internal Medicine,2013;173(11):1-8. I dietologi dell'Università di Singapore hanno analizzato i risultati di tre grossi studi coordinati dall’Università di Harvard: l'Health Professionals Follow-up Study, il Nurses Health Study e il Nurses Health Study II. Nei circa 149mila partecipanti agli studi, i ricercatori hanno documentato, durante un ventennio, 7.540 nuovi casi di diabete di tipo 2. L’aumento del consumo di carne rossa durante un intervallo di quattro anni era associato a una crescita del rischio di diabete di tipo 2 nel corso del quadriennio successivo. Viceversa, la diminuzione del consumo di carne rossa riduceva le probabilità di ammalarsi di diabete negli anni successivi.
Alcuni ricercatori statunitensi (Duke University di Durham, North Carolina, USA) suggeriscono che i nutrienti più problematici presenti nella carne rossa sono gli acidi grassi saturi e che sarebbe opportuno orientare i consumatori verso alimenti proteici a basso contenuto di grassi totali e di grassi saturi. Come ad esempio (dicono sempre gli scienziati USA) pesce, pollame e latticini scremati. Ma non sarebbe meglio, dico io, promuovere con maggior decisione alimenti proteici vegetali come i cereali integrali, i legumi e i semi oleosi? Si tratta di alimenti di costo contenuto (anche dal punto di vista dell’impatto ambientale!), ricchi di proteine di eccellente valore nutritivo e con una sostanziale assenza di grassi saturi. Ma forse sarebbe troppo semplice…


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)