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lunedì 25 marzo 2024

ACQUA E SALE AL MATTINO PER STARE IN FORMA? BOH...

Alcune mie considerazioni sulla recente moda di bere un bicchiere di acqua e sale al mattino al risveglio


per migliorare la forma fisica. Trovate tutto qui.

mercoledì 19 luglio 2023

CUCINARE CON L'ACQUA DI MARE? SI PUO', MA CON ATTENZIONE


Potete leggere qui alcune mie considerazioni sulle proprietà dell'acqua di mare usata in cucina e sulle precauzioni da prendere apparse su Il Fatto Quotidiano.


martedì 17 maggio 2022

SALE: IL TROPPO STROPPIA

E' uscita sul Fatto Quotidiano una mia breve intervista sui metodi migliori e ragionevoli per ridurre nella dieta l'eccessivo consumo di sale, pericoloso per cuore e ossa. Leggete tutto qui.

giovedì 2 aprile 2020

CUCINARE PER CONSUMARE MENO SALE

In queste settimane la possibilità di muoversi molto limitatamente suggerirebbe di fare grandi acquisti di alimenti conservati e pronti, da mettere in dispensa. Non si sa mai... 
Comprensibile, ma uno dei rischi è quello di consumare troppo sale, nascosto negli alimenti processati (cioè non freschi o cucinati al momento).
Ridurre la quantità di sale (cloruro di sodio) nella dieta è quasi sempre opportuno. Il sale, infatti, è consumato giornalmente in quantità doppia o tripla (10-15 grammi) rispetto a quella raccomandata dalle autorità sanitarie internazionali (4-5 grammi) per prevenire alcune patologie importanti come l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza renale, i tumori dello stomaco e perfino l’osteoporosi. Molti quindi si sforzano, quando cucinano, di mettere meno sale nei cibi che stanno preparando. Ottenendo, in molti casi, risultati gastronomicamente assai deludenti che fanno abbandonare presto i buoni propositi. Che fare, dunque? Inforcare gli occhiali e cercare di interpretare le etichette sugli scaffali del supermercato? Forse non è la strategia migliore. Occorre partire dal dato di fatto, ben noto, che circa il 70% del sale consumato ogni giorno è contenuto negli alimenti conservati o pronti al consumo che, è inutile nasconderlo, hanno uno spazio sempre più ampio sulla nostra tavola. Carne e pesce in scatola, salse pronte, formaggi e salumi, prodotti da forno per la colazione, creme di verdure o brodi in brik, legumi e cereali precotti, crackers e grissini, ecc. Tutti questi alimenti contengono molto più sale degli equivalenti preparati nella nostra cucina. Ritornare il più possibile a cucinare: questo ridurrà il consumo di sale nella dieta. Molto più efficacemente che la complicata lettura del contenuto di sale sulle etichette. 

martedì 6 novembre 2018

MENO SALE, MENO SALATINI


È stato ampiamente dimostrato che una modesta riduzione nell'apporto di sale è associata a significative diminuzioni nella pressione arteriosa. Un intervento anche molto limitato in questo senso, quindi, potrebbe svolgere un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e renali e dell'osteoporosi. Le attuali raccomandazioni nutrizionali suggeriscono la riduzione dell'apporto di sale a meno di sei grammi al giorno (circa un cucchiaino da caffè colmo). Una indicazione apparentemente semplice, ma che sembra comunque difficile da attuare. Visto che mediamente i consumi di sale si aggirano attorno ai 12-15 grammi al giorno. Si tratta senz’altro di abituare il palato ad apprezzare cibi meno salati. Non è tuttavia il caso di consumare la pasta o il minestrone senza sale. Se non in circostanze molto limitate. In realtà, sappiamo che circa l'80% del sale presente nella dieta dei paesi industrializzati deriva dalle aggiunte dell'industria negli alimenti conservati. La strategia giusta per ridurre l'assunzione di sale nella popolazione deve percorrere dunque due strade. La prima sarebbe persuadere l’industria alimentare a diminuire la quantità di sale aggiunta ai cibi (il governo ha fatto questa proposta ai panificatori). La seconda, ad effetto immediato, sta nel ridurre drasticamente il ricorso ad alimenti conservati (barattoli, vasetti, tubetti, ecc.), ai precotti, agli snack, ai crackers, alle merendine, ai salumi e formaggi, ecc.