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giovedì 12 maggio 2016

IPERTENSIONE E LIMONI




Ricevo e pubblico:


 Buon giorno, 
sono sovvrappeso di 4/5 kg, ho la pressione alta 145/90 (con pastiglia) e colesterolo e trigliceridi alti , vorrei intraprendere la cura dei limoni. Mi potete dare delle info ed eventualmente
quale alimentazione seguire se ciò è possibile?
Grazie saluti
D. Z.


LA MIA RISPOSTA   

Il limone possiede numerose proprietà benefiche per chi è sovrappeso e con la pressione arteriosa elevata e può effettivamente aiutare a ritrovare un migliore equilibrio. La “cura dei limoni” secondo quanto indicato a suo tempo dal naturopata Luigi Costacurta può essere un buon modo per sperimentare le qualità di questo frutto. Eco come fare: diluisca il succo di mezzo/un limone in un bicchiere di acqua tiepida e lo beva al mattino a digiuno. Aspetti poi quindici minuti prima di consumare la colazione. Ogni tre giorni aumenti la dose di un altro limone fino a raggiungere la quantità di 3 limoni. Dopo altri tre giorni può iniziare il percorso inverso (ogni tre giorni elimini un limone) per ritornare gradatamente al consumo del succo di un limone al giorno. Costacurta consigliava di proseguire con la dose minima ancora per trenta giorni. Una dieta basata sui vegetali (cereali integrali, legumi, semi oleosi, frutta e verdure fresche di stagione), eventualmente integrata con modeste porzioni di latticini freschi e 1-2 uova alla settimana, aiuterà sicuramente a raggiungere una condizione soddisfacente. Eviti di consumare bevande alcoliche e alimenti che contengono zucchero e cerchi di camminare almeno 30-40 minuti al giorno.


(Dalla rivista Vita e Salute)

lunedì 18 maggio 2015

MEGLIO LA FRUTTA "MASTICABILE"



Ci avviamo verso la stagione calda. La stagione nella quale, tra l’altro, il consumo di bevande di vario genere aumenta in modo significativo. Siete già pronti per riempire il carrello di confezioni maxi di succhi di frutta? Probabilmente non sarebbe la scelta migliore, specialmente se le vostre preferenze andassero verso bevande dolcificate (la maggioranza). Sentite cosa ci dice una ricerca pubblicata sulla rivista British Medical Journal (2013;347:f5001). I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 187.000 americani. Chi mangiava regolarmente frutta fresca (i risultati migliori li hanno prodotti mirtilli, mele, pere e uva) ha ridotto significativamente il rischio di diabete di tipo 2. Al contrario, chi ha consumato assiduamente succhi di frutta ha visto aumentare (sia pure leggermente) il rischio.

Gli scienziati suggeriscono che alcune componenti della frutta fresca “masticabile” come le fibre, le vitamine, gli antiossidanti e altre sostanze attive potrebbero contribuire ai benefici effetti riscontrati. I succhi di frutta in effetti sono impoveriti di questi preziosi nutrienti e sono spesso poco più di liquidi dolci che alzano troppo la glicemia e contribuiscono ad una indesiderabile eccessiva produzione di insulina. È vero che i succhi non sono tutti uguali e occorre fare certe distinzioni (di produzione biologica o no, con dolcificanti o di sapore naturale, da succo fresco o surgelato, ecc.). Tuttavia la bevanda più sana rimane l’acqua, magari fresca e addizionata con succo di limone.  
(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)