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lunedì 9 maggio 2022

MICROBIOTA, IMMUNITA', BICI E MUFFIN

Sul sito di FIAB (Associazione Italiana Ambiente e Bicicletta) di cui sono socio, una mia considerazione (con ricetta) sulla relazione apparentemente impervia tra ambiente intestinale e pedalate. Trovate tutto qui.

giovedì 8 luglio 2021

CAVOLI E CUORE

E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di frutta e ortaggi (in particolare cavoli) e il rischio cardiovascolare. Lo potete leggere qui.

martedì 26 gennaio 2021

DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE DALL'INQUINAMENTO

La dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità cardio e cerebrovascolare provocata dall’esposizione agli inquinanti atmosferici. È noto che l’inquinamento atmosferico contribuisce in modo rilevante alla mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari: è stato calcolato che l’esposizione al PM2,5 (le particelle più fini) è responsabile ogni anno, nel mondo, di almeno un milione e mezzo di decessi per infarto del cuore. Il meccanismo di questo effetto è almeno in parte noto: il particolato fine stimola reazioni infiammatorie locali e generalizzate e aumenta lo stress ossidativo. Ecco perché il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti (come i cereali integrali, la frutta e le verdure) può contribuire a ridurre l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico.
Confermerebbe questa ipotesi l’analisi pubblicata sulla rivista Circulation (
Circulation 2019 Jan 31), basata sui dati di uno studio avviato nel 1995 e concluso nel 2011, con il coinvolgimento di 548.845 persone tra i 50 e i 71 anni in sei stati e due aree metropolitane statunitensi. Lo studio ha dimostrato che il modello di alimentazione prevalente era un fattore determinante nell’aumentare o diminuire il rischio di mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari associato all’inquinamento atmosferico.
Gli alimenti più protettivi sono risultati le verdure e i cereali integrali per quanto concerne gli effetti nocivi dell’esposizione a PM2,5, mentre la frutta e l’olio extra vergine d’oliva hanno ridotto i danni provocati dall’esposizione al biossido d’azoto.

mercoledì 23 dicembre 2020

ADOLESCENTI

Assicurare con l’alimentazione, già durante l’adolescenza, un adeguato apporto di fibre, solubili e insolubili, riduce il rischio cardiovascolare e delle malattie metaboliche (principalmente obesità, diabete). Non solo a 60 anni, ma anche nella fascia d’età 14-18 anni, nella quale si manifestano precocemente alcune tendenze patologiche come l’aumento dei livelli di insulina circolante, della glicemia a digiuno e della pressione arteriosa.

È l’esortazione che viene da uno studio statunitense (European Journal of Clinical Nutrition, 73, 1172–1178 (2019) 6 dicembre 2018che ha esaminato le caratteristiche dell’alimentazione usuale di 754 adolescenti, maschi e femmine tra i 14 e i 18 anni, associando poi questi dati al loro stato di salute.
Mentre le linee guida USA raccomandano l’assunzione quotidiana di 25-38 g di fibre, l’assunzione media quotidiana di fibra da parte degli adolescenti era di circa 9,9-12 grammi: nemmeno la metà! Dati sovrapponibili a quelli riscontrati in studi e ricerche che riguardano gli adulti. I giovani e i ragazzi, dunque, nonostante la loro lodevole voglia di distinguersi dagli adulti e di emanciparsi, copiano pedissequamente i loro comportamenti più pericolosi per la salute. Consiglio comunque a genitori, nonni, educatori di non stancarsi nel proporre, con l’esempio oltre che con le parole, stili di vita salutari. Magari non subito (e nemmeno, a volte, dopo dieci anni), ma i risultati arriveranno.

martedì 10 novembre 2020

NON E'' MAI TROPPO PRESTO


E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio articolo che potrebbe interessare soprattutto genitori e educatori. Lo potete leggere qui.

mercoledì 30 gennaio 2019

PORTULACA PER TUTTI


La portulaca è una pianta spontanea il cui consumo regolare (preferibilmente cruda, ad integrazione delle insalate, ma utilizzabile anche come ingrediente di molte altre ricette: frittate, gnocchi, salsa per la pasta, ecc.) è utile a tutti, ma soprattutto per chi soffre di diabete e di malattie cardiovascolari (colesterolo elevato, tendenza all’infarto, ecc.). 
Numerosi studi hanno accertato che la portulaca migliora il controllo della glicemia abbassandola e risultando quindi utile nella prevenzione e nella terapia del diabete. Inoltre, poiché la portulaca è uno dei vegetali più ricchi di acidi grassi omega-3, il suo consumo produce tutti i noti vantaggi determinati da questi preziosi nutrienti. Tra gli altri, riduzione del colesterolo nel sangue, riduzione della coagulabilità sanguigna, moderazione dei processi infiammatori. Tutte queste condizioni, se non opportunamente corrette, di fatto aggravano la malattia diabetica. 

lunedì 15 giugno 2015

IL COLESTEROLO (CON RICETTE)



Colesterolemia totale, LDL, HDL, colesterolo buono e cattivo, grassi saturi e insaturi, omega-3, polinsaturi, dieta, movimento, stile di vita, piante medicinali, latte, carne, noci…
Un polverone di sigle, concetti, suggerimenti pubblicitari, banalità e sciocchezze, paure e voglia di sapere, convinzioni solide e molta confusione. Il tutto mescolato e servito in tutte le salse da giornali, trasmissioni televisive affollate di esperti e, naturalmente, internet. Un gran bailamme, non c’è che dire, riguardo ad una questione (il ruolo del colesterolo nel nostro organismo e la sua relazione con le patologie cardiovascolari) con la quale, è inutile nasconderlo, prima o poi tocca a tutti confrontarsi. È dunque benvenuta l’occasione per fare un po’ di chiarezza e per offrire spunti di riflessione e suggerimenti pratici.

Che cos’è
Il colesterolo, isolato per la prima volta a partire dai calcoli biliari nella seconda metà del 1700, è uno sterolo. Gli steroli sono sostanze molto diffuse in natura. Non sono solubili in acqua e il loro punto di fusione (cioè la temperatura alla quale gli steroli diventano liquidi) è in genere piuttosto alto. Il punto di fusione del colesterolo è di 149 °C. Questo significa che alla temperatura corporea (37 °C) il colesterolo, se presente nel sangue in quantità eccessiva, tenderà a dare al sangue stesso una consistenza densa e vischiosa. Nel sangue meno fluido la formazione dei trombi e di depositi di grasso sulla parete arteriosa diventano evidentemente più facili. Ne consegue quel fenomeno patologico conosciuto come aterosclerosi, una condizione caratterizzata da indurimento, restringimento e occlusione delle arterie. La riduzione del flusso di sangue o la sua interruzione (graduale o improvvisa) produce naturalmente uno stato di sofferenza e, nel caso dell’infarto, la morte delle cellule dell’organo interessato (cervello, cuore, reni, muscoli, intestino, ecc.). È un tema di grande interesse, anche perché le morti causate da patologie cardiovascolari sono annualmente circa il 45% del totale.

Da dove viene
Il fegato (ma anche altri tessuti corporei come pelle, cervello, surrenali, intestino, aorta...) sintetizza giornalmente circa due grammi di colesterolo. Poiché con una dieta normalmente variata si introducono circa 0,3-0,5 g di colesterolo al giorno, è evidente che l'organismo autonomamente è in grado di produrre una quantità di colesterolo ben quattro volte superiore a quella introdotta con i cibi.
Questa osservazione non deve tuttavia far dimenticare il ruolo fondamentale della dieta nella regolazione della colesterolemia (il livello di colesterolo nel sangue). In particolare, occorre non dimenticare che il colesterolo è presente esclusivamente negli alimenti di origine animale: carne, latte e formaggi, uova e burro. I cibi di origine vegetale (frutta, verdura, cereali, legumi, semi oleosi) non contengono invece colesterolo. È chiaro, in ogni caso, che all’origine dell’ipercolesterolemia e delle sue conseguenze non c’è solo un eventuale eccessivo consumo di carne o formaggi. Si tratta, infatti, di uno squilibrio che, oltre alla dieta non adatta, ha anche altre cause come, ad esempio, la sedentarietà, l’obesità, il fumo e uno stile di vita frenetico e stressante.