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lunedì 5 febbraio 2024

ALIMENTI E LONGEVITA'

 Segnalo che sul Fatto Quotidiano è stato pubblicato un mio commento alle affermazioni del biologo David Sinclair, noto ricercatore di Harvard, secondo il quale scegliendo con cura alcuni alimenti da consumare e soprattutto evitandone altri, la nostra età biologica potrebbe aumentare di circa 30 anni. Trovate tutto qui. 

venerdì 1 ottobre 2021

ZUCCHERO, INQUINAMENTO E DIABETE

E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di zucchero e inquinamento ambientale e malattia diabetica.. Lo potete leggere qui.

ATTENZIONE: CAMBIO INDIRIZZO E RECAPITO TELEFONICO

Avverto che dal mese di settembre mi sono trasferito nello studio di VIA RISORGIMENTO 15 a Verona. Il vecchio studio di via Manin 10 è chiuso. QUI L'UBICAZIONE DEL NUOVO STUDIO.

Il nuovo numero di telefono, attivo fin da ora, è il seguente: 3801005370. 

Invito a non utilizzare più il vecchio numero 0458001735, anche se rimarrà attivo ancora per qualche settimana.

lunedì 7 dicembre 2020

DOLCI E ZUCCHERO: ATTENZIONE!

E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio articolo sul consumo di dolci e zucchero durante le prossime feste.  Lo potete leggere qui.

martedì 10 novembre 2020

NON E'' MAI TROPPO PRESTO


E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio articolo che potrebbe interessare soprattutto genitori e educatori. Lo potete leggere qui.

giovedì 5 marzo 2020

ZUCCHERO, GRAVIDANZA E ASMA


Uno studio condotto presso la Harvard Medical School di Boston (USA) e pubblicato online l’8 dicembre 2017 sulla rivista Annals of the American Thoracic Societysottolinea nuovamente l’importanza (negativa) per la salute del consumo di bevande zuccherate. I bambini in età scolare che consumano molte bevande con zuccheri aggiunti, ma anche i figli di madri che hanno bevuto in eccesso queste bibite in gravidanza avrebbero una maggiore probabilità di soffrire di asma. Intervistando mille coppie madri-figli, i ricercatori hanno scoperto che le donne che consumavano più bevande con zuccheri aggiunti durante la gravidanza avevano il 70% in più di probabilità di avere un figlio asmatico rispetto alle madri che consumavano raramente queste bevande. Anche la dieta dei bambini (7-9 anni) si è rivelata importante: coloro che consumavano più bevande con fruttosio (assai usato nell’industria alimentare e con effetti problematici sul metabolismo) avevano il 79% in più di probabilità di sviluppare asma rispetto a chi ne consumava più raramente. Ammettono i ricercatori di non sapere ancora quale sia il meccanismo preciso con il quale le bevande addizionate con zuccheri facciano aumentare il rischio di asma. Una ipotesi ragionevole, tuttavia, è che queste bevande aumentano l’infiammazione, che influenzerebbe a sua volta lo sviluppo dei polmoni nei bambini. Oltre al fatto che le bevande e gli alimenti integrati con zucchero fanno aumentare il rischio di obesità, una condizione correlata all’asma.

sabato 21 dicembre 2019

DOLCIFICANTI DIVERSI DALLO ZUCCHERO: NON SEMBRANO UNA SOLUZIONE

Se, in queste settimane di festa, leggete con attenzione le etichette di caramelle, bevande e dolci che vengono proposti enfatizzando il basso o nullo contenuto di calorie o di zucchero li trovate sempre. Sono i dolcificanti artificiali. Ne esistono moltissimi, di vario sapore e con diversi impieghi da parte dell’industria alimentare (la nota Coca Cola Zero ne contiene addirittura tre: ciclammato di sodio, acesulfame K e aspartame). Tutti sono caratterizzati dall’avere un sapore centinaia di volte (150-600) più dolce dello zucchero-saccarosio. Che sostituiscono quindi nella composizione di dolci e bevande. Suggerendo che questo si traduca in un risparmio calorico. A parte che questo non è sempre vero (nei dolci, ad esempio, le calorie non provengono solo dallo zucchero, ma anche dalle farine e dai grassi), il punto nodale utilizzato dalla pubblicità è il supposto effetto “dimagrante” di questi prodotti rispetto a quelli dolcificati con saccarosio. In realtà, i dolcificanti artificiali non sono privi di rischi e le persone che pensano di perdere qualche chilo sostituendoli allo zucchero restano quasi sempre deluse. È quanto afferma una revisione di 37 studi (con oltre 41000 partecipanti) pubblicata sulla rivista Canadian Medical Association Journal (July 17, 2017 vol. 189 no. 28 E929-E939). Secondo questa ricerca, il consumo di dolcificanti artificiali potrebbe essere legato ad un aumento di peso e allo sviluppo di altre condizioni patologiche come un aumento del BMI, della circonferenza della vita, dell’ipertensione, dei problemi cardiaci e della sindrome metabolica. Stiamone lontani. 

lunedì 2 dicembre 2019

MENO ZUCCHERO PER UNA PRESSIONE MIGLIORE


Avete la pressione arteriosa troppo alta? Rinunciate allo zucchero e le cose andranno meglio. Sulla rivista scientifica Circulation (24 maggio 2010) è comparso uno studio illuminante a questo proposito, dal quale risulta che la riduzione del consumo di bevande dolci e di cibi a base di zucchero può rappresentare una mossa importante in ogni strategia alimentare indirizzata all'abbassamento della pressione. I ricercatori della Louisiana State University hanno selezionato un campione di 810 adulti di età compresa tra i 25 e i 79 anni. Questi soggetti erano tutti affetti da ipertensione lieve e consumavano ogni giorno un bicchiere di bevande zuccherate. È bastato che rinunciassero a mezzo bicchiere al giorno perché in un anno e mezzo la pressione si abbassasse in media di quasi 2 mmHg (millimetri di mercurio). Effettivamente non sembra molto. Tuttavia, è noto da tempo che una riduzione di soli 3 mmHg della pressione massima del sangue produce una diminuzione della mortalità per ictus dell'8% e per malattie coronariche del 5%. Per una migliore valutazione delle quantità di zucchero in gioco, tenete conto che un bicchiere da bibita ha una capacità di almeno 300 g. In questa quantità di bevanda ci sono circa 32 g di zucchero. Se i bicchieri invece di uno sono due (lo zucchero fa venire sete…), fate voi i conti. Imparate ad apprezzare tè, latti vegetali, spremute, succhi di frutta e infusi al naturale. Scoprirete con piacere che sono buonissimi anche così. Per la bocca e per il cuore.

martedì 15 ottobre 2019

DIABETE, ZUCCHERO, INQUINAMENTO


L’aggiunta di zucchero ai prodotti in commercio è pratica antica e ben conosciuta. Per motivi diversi, un tempo soprattutto per la conservazione (lo zucchero, oltre una certa concentrazione, impedisce lo sviluppo di muffe e batteri), oggi probabilmente anche per “arrotondare” il sapore e renderlo accettabile e suadente, nonostante l’impiego di materie prime spesso di non eccelsa qualità. Di fatto, con l’aumentare costante dell’utilizzo di cibi conservati e lavorati dall’industria alimentare, nell’ultimo secolo il consumo di zucchero è andato aumentando in maniera spropositata. Dai tre chili all’anno di mio nonno Gino, muratore, guerra di Libia nel 1911, suonatore di piatti nella banda del paese, fino ai circa trenta chili che ogni italiano attualmente consuma mediamente in dodici mesi. Un aumento spropositato, che costringe a fare i conti anche con le patologie favorite da questo squilibrio nutrizionale, principalmente (ma non solo) obesità, diabete, malattie cardiovascolari, tumori. Che fare, dunque? Prima di tutto, leggere attentamente le etichette e evitare gli alimenti che contengono dolcificanti. Tuttavia, lo zucchero non sembra essere tutto. Secondo uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health (Volume 2, No. 7, e301–e312, July 2018), esiste una stretta relazione tra diabete di tipo 2 e l’inquinamento ambientale. Gli autori ritengono che l’inquinamento atmosferico sia responsabile ogni anno di oltre 3 milioni di nuovi casi di diabete nel mondo. No allo zucchero, dunque, ma contemporaneamente sì all’aria pulita (e ai comportamenti, anche individuali, che aiutano a raggiungere questo obiettivo).

sabato 31 agosto 2019

CIBO E BRUFOLI


Sull'ultimo numero della rivista Biolcalenda c'è un mio contributo sulla relazione tra cibo e acne.
Lo potete leggere qui.

lunedì 15 aprile 2019

BISCOTTI NO ZUCCHERO (E BUONI LO STESSO)


E' uscito l'ultimo numero di RUOTALIBERA, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona, di cui sono socio. Ci leggete la rubrica "Cibo da viaggio", con i miei consigli per confezionare con le vostre mani gustosi biscotti senza zucchero, buoni per chi pedala, ma anche per chi cammina. Trovate tutto qui. 

martedì 18 luglio 2017

BISCOTTI SENZA ZUCCHERO? ECCELLENTI!




Quelle che derivano dallo zucchero dovrebbero rappresentare al massimo il 10 per cento delle calorie totali assunte nel corso della giornata. Questo limite è proposto unanimemente dalla scienza in tutto il mondo. Qualche tempo fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva suggerito di ridurre questa percentuale al 5%. Secondo l’OMS, dimezzare il consumo di zucchero ridurrebbe il rischio per molte patologie come l’obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari, diversi tumori, ecc. A suo tempo questa proposta (i cui destinatari erano i governi) ha suscitato le rimostranze della nostra Ministra della Salute Lorenzin, secondo la quale con divieti di questo genere non si costruisce una cultura dell'alimentazione. Sarà. Certo che prima di fare affermazioni azzardate e improbabili, la ministra avrebbe fatto meglio a consultare le statistiche sui consumi di zucchero in Italia. Consumi che si aggirano mediamente sui 25 kg a testa all’anno, corrispondenti a 70 g di zucchero al giorno. Che producono 275 kcal, un valore che per molti soggetti già supera il 10% delle calorie giornaliere. Infatti, i LARN 2014 (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti, revisione 2014) indicano che, in relazione al peso, sesso e attività fisica, gli adulti dovrebbero consumare giornalmente circa 2000-2700 kcal. Si tratta naturalmente di calcoli basati su valori medi, ma che tuttavia dimostrano che il consumo di zucchero nel nostro Paese è eccessivo e che la questione meriterebbe, innanzitutto da parte delle autorità pubbliche, una riflessione e azioni conseguenti. D’altra parte, su questo punto siamo in buona (o cattiva?) compagnia. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Bmj open 2016;6:e009892, molti statunitensi superano di gran lunga questo limite. Colpa soprattutto dei cibi cosiddetti "ultra-lavorati" che sono ormai parte integrante dell'alimentazione negli USA (ma largamente pubblicizzati e acquistati anche da noi). Tra questi cibi rientrano gli snack confezionati dolci o salati, le caramelle e i dessert, le zuppe istantanee. Per la preparazione di questi alimenti si impiegano non solo dosi abbondanti di sale, zucchero, olio e grassi di dubbia qualità, ma anche sostanze artificiali non utilizzate normalmente nella nostra cucina come emulsionanti o aromi e altri additivi che servono per imitare il sapore del cibo "vero".
Da questo studio emerge chiaramente che i cibi ultra-lavorati sono molto più ricchi di zucchero rispetto agli altri (mediamente otto volte di più) e che la percentuale giornaliera di calorie prodotta dagli zuccheri aumenta di pari passo con l'aumento del consumo di cibi ultra-lavorati. L’unico modo per evitare pericolose conseguenze per la salute, suggeriscono i ricercatori, è dare un taglio netto a questi cibi ultra-lavorati e optare per preparazioni più semplici e casalinghe. Sono d’accordo.


Biscotti “no zucchero” (e buonissimi lo stesso)

1 tazza di uvetta e 10 albicocche secche a pezzetti fatte rinvenire in succo di mela
una tazza di semi di zucca tostati
una tazza di mela grattugiata finemente
una tazza di farina integrale di avena o di farro
mezza tazza di farina di mandorle
mezza tazza di pinoli
3 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 tazza di succo di mela
un cucchiaino di lievito istantaneo
un pizzico di sale

Scaldate il forno a 180 °C. Riunite tutti gli ingredienti in una grossa ciotola e impastateli bene (aiutatevi pure con le mani). Quando l’impasto è omogeneo, distribuitelo a cucchiai su una piastra rivestita di carta da forno. Infornate per 15-20 minuti.


lunedì 30 marzo 2015

MENO PROTEINE, MENO DIABETE




E' noto che il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 (quello che si manifesta negli adulti, ma che ormai  interessa sempre più spesso anche ragazzi e adolescenti) si riduce molto se viene adottato uno stile di vita sano. Per quanto riguarda il binomio dieta-diabete, nell’immaginario collettivo sembrerebbe essere ridotto alla necessità di evitare lo zucchero e gli alimenti dolci che lo contengono. Si tratta, ormai è evidente, di una visione limitata e riduttiva (anche se indubbiamente importante). Prendiamo in considerazione, ad esempio, uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care (2010 Jan;33(1):43-8) che richiama l’attenzione non solo sull'apporto di carboidrati e di grassi nella dieta, ma anche su quello delle proteine. La ricerca, che ha indagato le abitudini alimentari di oltre 38mila soggetti europei, ha messo in evidenza un maggiore rischio di diabete in coloro che consumano grandi quantità di proteine. In particolare, il rischio è particolarmente elevato nei grandi consumatori di proteine di origine animale (carne, salumi, latticini, uova). Secondo i dati di questa ricerca, il consumo di proteine vegetali (legumi, semi oleosi, tofu, ecc.) non è apparso associato all'aumento del rischio. Il consiglio pratico è dunque presto detto: per la prevenzione del diabete è opportuno consumare una giusta quantità di proteine (una porzione, non due o tre) al giorno, privilegiando decisamente quelle di origine vegetale come i legumi, il tofu (proteine della soia), le noci e gli altri semi oleosi. 


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)