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martedì 7 settembre 2021

LE NOCI: UTILI PER IL CUORE E PER L'INTESTINO


E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di noci, benefici per la funzione cardiovascolare e il rischio di tumore del colon. Lo potete leggere qui.

ATTENZIONE: CAMBIO INDIRIZZO E RECAPITO TELEFONICO

Avverto che dal mese di settembre mi sono trasferito nello studio di VIA RISORGIMENTO 15 a Verona. Il vecchio studio di via Manin 10 è chiuso. QUI L'UBICAZIONE DEL NUOVO STUDIO.

Il nuovo numero di telefono, attivo fin da ora, è il seguente: 3801005370. 

Invito a non utilizzare più il vecchio numero 0458001735, anche se rimarrà attivo ancora per qualche settimana.

Dr. Paolo Pigozzi

giovedì 19 marzo 2015

ATEROSCLEROSI: IL RISCHIO STA NELLO STILE


Uno studio condotto su coppie di gemelli dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con le università di Roma, Padova e Perugia e con il coinvolgimento della Semmelweis University di Budapest (attraverso la quale sono state arruolate coppie di gemelli anche in Ungheria e negli Stati Uniti) ha verificato che nell’origine dell'aterosclerosi i fattori ambientali (cioè lo stile di vita) hanno un peso maggiore rispetto alla componente ereditaria. Secondo Emanuela Medda, ricercatrice dell'ISS, con questo studio si è accertato che nell’incremento dello spessore e della rigidità della parete dei grossi vasi sanguigni (si tratta di indicatori precoci di una disfunzione della parete) le cause più importanti non sono quelle genetiche, ma quelle ambientali. In altre parole, i comportamenti legati agli stili di vita come la dieta, il fumo e l'attività fisica sono molto più importanti dell’eventuale predisposizione genetica. Il fatto di aver arruolato per questa ricerca delle coppie di gemelli (che condividono dal 50 al 100% del patrimonio genetico) ha consentito di stabilire con precisione l'influenza dei geni e, rispettivamente, dell'ambiente sul manifestarsi di un certo processo patologico.
Questi studi sono indubbiamente un segno di speranza, perché mantengono aperta la possibilità per ognuno (anche per chi, ad esempio, avesse avuto in famiglia già qualche caso di infarto cardiaco o di ictus) di ridurre il proprio rischio. Adottando a tempo debito uno stile di vita adeguato, invece di adagiarsi fatalisticamente sulla troppo comoda poltrona della “famigliarità” e della “genetica”.


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)


venerdì 27 febbraio 2015

SEMI OLEOSI ANCHE IN PRIMAVERA



Capodanno è lontano e la primavera alle porte. C’è ancora spazio nella nostra razione alimentare per i semi oleosi? La maggioranza dei nostri concittadini pensa di no. Non per caso i consumi di questi alimenti hanno un picco annuale durante le feste di fine anno per poi ridursi drasticamente. Non va bene. Si tratta di alimenti salutari che, nella giusta quantità, andrebbero consumati giornalmente (o quasi). Uno studio su circa 10mila adulti sani effettuato in Spagna dall’università di Navarra (Public Health Nutrition, 2012 Oct 23:1-9) ha testimoniato che il consumo regolare di noci, mandorle e nocciole riduce il rischio di sviluppare la sindrome metabolica. Che cos’è la sindrome metabolica? È un importante insieme di condizioni cliniche (obesità, aumento dei trigliceridi, della pressione arteriosa e della glicemia a digiuno, colesterolo HDL “buono” troppo basso) che favorisce il manifestarsi di importanti patologie croniche come l’infarto cardiaco, l’ictus, il diabete, alcuni tumori, la demenza, ecc. La ricerca spagnola ha dimostrato che coloro che consumano due o più porzioni a settimana di semi oleosi presentano un rischio di sindrome metabolica ridotto del 32% rispetto a coloro che dichiarano di non consumarne mai.
In pratica, che significa “porzione” e a quale quantità corrisponde? In una dieta bilanciata (cioè basata sul consumo prevalente di alimenti vegetali) devono trovare spazio anche circa 20-30 grammi al giorno di semi oleosi. Noci e mandorle, tra l’altro, ci ricordano la necessità di masticare. E non è poco.


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)