Cosa mangiano i bambini a merenda? Dai due anni in poi lo decide la televisione. Affermazione apparentemente paradossale, ma non tanto. Lo afferma a chiare lettere uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Pediatrics (Novembre 2016). Studiando il comportamento di 60 bambini dai 2 ai 5 anni, i ricercatori hanno cercato di capire come la pubblicità possa condizionare le scelte dei giovanissimi telespettatori. Al’inizio dell’esperimento, tutti i bambini hanno consumato una merenda sana e quindi, a stomaco pieno, sono stati divisi in due gruppi e messi davanti al televisore. Un gruppo visionava un programma con pubblicità di patatine e altri snack, mentre l’altro gruppo poteva guardare un programma senza pubblicità. Durante la visione, tutti i bambini avevano di fronte a loro patatine di mais e un altro snack. I ricercatori riferiscono che i bambini che avevano visto le pubblicità delle patatine hanno consumato in media 127 calorie, rispetto alle 97 dei bimbi che non avevano visualizzato messaggi pubblicitari. “Questo studio mostra come l’esposizione a pubblicità di alimenti porti i bambini piccoli a mangiare immediatamente, anche dopo aver ricevuto uno snack per riempirsi”, ha affermato l’autrice principale dello studio, Jennifer Emond della Geisel School of Medicine del Dartmouth College di Hanover, New Hampshire. Tenendo conto che i bambini vedono la televisione mediamente per tre ore al giorno, è praticamente inevitabile che siano esposti alla pubblicità sul cibo. Per questo potrebbero adottare, anche senza rendersene conto, abitudini nutrizionali non adeguate e aumentare il rischio di diventare obesi. La televisione ingrassa.
"La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina e della tavola che nelle scatole degli speziali" Francesco Redi (1626-97)
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mercoledì 19 febbraio 2020
sabato 3 marzo 2018
LA TELEVISIONE INGRASSA?
I
genitori a volte dimenticano. Oppure, per comodità o per sfinimento, cedono.
Eppure è da molto tempo che nutrizionisti, pediatri e specialisti in disturbi
del comportamento alimentare sottolineano l'importanza di non mangiare davanti
alla televisione accesa. Un consiglio che vale per tutti, ma soprattutto per
bambini e adolescenti. È ormai arcinoto che consumare i pasti davanti al
piccolo schermo è il metodo migliore per ridurre l'interesse per almeno due
fondamentali aspetti della nutrizione: l'attenzione per la quantità e la
qualità del cibo e la masticazione accurata. Con l'immediata conseguenza che
aumentano inconsapevolmente le calorie introdotte, mentre il numero delle
masticazioni cala drammaticamente verso lo zero. Non è difficile immaginare le
ripercussioni sull'organismo. A questo proposito, i ricercatori della School of
Psychology dell'Università di Birmingham (lo studio è stato pubblicato qualche anno fa sulla
rivista Appetite 2009;52:39-43)
hanno aggiunto ancora qualche elemento di riflessione. Si è scoperto infatti
che la TV davanti al piatto influenza anche la memoria di ciò che è stato consumato
durante il pasto. Non si tratta di una banalità o di una questione sulla quale
scherzare (“non mi ricordo niente, nemmeno quello che ho mangiato a pranzo!”).
Siamo invece di fronte ad un ricordo prezioso perché, è stato provato, tende a
regolare l'introduzione di cibo nel pasto successivo. Infatti, le giovani
studentesse che avevano pranzato davanti ad un video di 10 minuti, nella
merenda seguente tendevano a consumare un numero di biscotti maggiore rispetto
alle compagne che avevano assunto il pasto senza distrazioni (oltre a ricordare
meno vivamente le caratteristiche e i sapori del pranzo). Non sfugge a nessuno
che questo meccanismo perverso possa aprire la strada all’aumento eccessivo di
peso e a tutte le patologie che vi sono collegate. Certo, non da solo. Ma non è
un buon motivo per sottovalutare questa abitudine, tanto dannosa quanto diffusa.
lunedì 21 dicembre 2015
BAMBINI OSSERVATORI
I bimbi osservano. Ci ragionano. Imparano. E fanno. Grande è
la responsabilità dei genitori e di chi ha un
Una ricerca (The
American Journal of Clinical Nutrition 2014, online January 29, 2014) effettuata da studiosi di cinque università del Texas (USA) ha
dimostrato che il comportamento dei genitori a tavola può influire sul consumo
eccessivo di cibo da parte dei figli. In particolare, quando le porzioni di
cibo che i genitori mettono nel proprio piatto sono abbondanti, anche le
porzioni nel piatto dei figli saranno tendenzialmente più generose. Naturalmente
vale anche il contrario. A conferma che il comportamento a tavola dei bambini è
grandemente influenzato da fattori estranei al cibo in sé. Prima di tutto, lo
dimostra questo studio, il modo di fare dei genitori. Il papà che trangugia
grandi bicchieroni di bevande durante il pranzo, che ingoia il cibo e non lo mastica,
che rifiuta sistematicamente il piatto di verdure; la mamma che mangia
frettolosamente, magari in piedi o che si alza continuamente per servire gli
altri; la televisione che distrae e che impedisce la comunicazione tra i
commensali. Potremmo continuare a lungo. I bimbi ci osservano.
(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)
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