E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di zucchero e inquinamento ambientale e malattia diabetica.. Lo potete leggere qui.
"La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina e della tavola che nelle scatole degli speziali" Francesco Redi (1626-97)
venerdì 1 ottobre 2021
lunedì 1 marzo 2021
Ricevo e rispondo:
Cerco di passare molto tempo all’aria aperta, curando l’orto o le mie piante in vaso. Qualche mio conoscente mi fa presente che l’aria della pianura padana è molto inquinata da micropolveri e altre sostanze dannose e che dovrei piuttosto stare in casa il più a lungo possibile. Potete consigliarmi sul da farsi?
Effettivamente, le micropolveri e gli altri inquinanti ambientali interagiscono con il nostro organismo e determinano squilibri e patologie di diverso genere. Ad esempio, è noto da almeno qualche decennio che l’inquinamento è una concausa importante delle patologie cardiovascolari (infarto cardiaco). Inoltre, è chiaro che la contaminazione dell’aria (massima nelle zone urbane e in prossimità delle strade trafficate) compromette pesantemente lo sviluppo e la funzionalità polmonare dei giovani adulti. Creando le premesse per il manifestarsi di patologie croniche respiratorie (asma, bronchite cronica) in età adulta. Numerosi studi hanno accertato che l’inquinamento da micropolveri è in correlazione diretta con l'aumento della mortalità nelle persone affette da alcune patologie come bronco-pneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatie, artrite reumatoide, lupus e diabete.
Che cosa possiamo fare di fronte a questa situazione preoccupante? Rinchiudersi in casa può essere solo un provvedimento transitorio, buono per situazioni eccezionali (incendi, dispersione di materiale inquinante nell’atmosfera, ecc.).
Possiamo cercare, nel limite del possibile, di non aumentare l’inquinamento. Ad esempio utilizzando per gli spostamenti preferibilmente le nostre gambe, la bicicletta o i mezzi pubblici. Anche circondarsi della maggior quantità possibile di piante è utile. Le piante, com’è noto, assorbono anidride carbonica e altre sostanze inquinanti e producono ossigeno rigenerando l’atmosfera. Inoltre, se la nostra abitazione è vicina a strade trafficate, gli alberi e le siepi costituiscono una barriera efficace nei confronti dell’inquinamento automobilistico.
martedì 26 gennaio 2021
DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE DALL'INQUINAMENTO
La dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità cardio e cerebrovascolare provocata dall’esposizione agli inquinanti atmosferici. È noto che l’inquinamento atmosferico contribuisce in modo rilevante alla mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari: è stato calcolato che l’esposizione al PM2,5 (le particelle più fini) è responsabile ogni anno, nel mondo, di almeno un milione e mezzo di decessi per infarto del cuore. Il meccanismo di questo effetto è almeno in parte noto: il particolato fine stimola reazioni infiammatorie locali e generalizzate e aumenta lo stress ossidativo. Ecco perché il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti (come i cereali integrali, la frutta e le verdure) può contribuire a ridurre l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico.
Confermerebbe questa ipotesi l’analisi pubblicata sulla rivista Circulation (Circulation 2019 Jan 31), basata sui dati di uno studio avviato nel 1995 e concluso nel 2011, con il coinvolgimento di 548.845 persone tra i 50 e i 71 anni in sei stati e due aree metropolitane statunitensi. Lo studio ha dimostrato che il modello di alimentazione prevalente era un fattore determinante nell’aumentare o diminuire il rischio di mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari associato all’inquinamento atmosferico.
Gli alimenti più protettivi sono risultati le verdure e i cereali integrali per quanto concerne gli effetti nocivi dell’esposizione a PM2,5, mentre la frutta e l’olio extra vergine d’oliva hanno ridotto i danni provocati dall’esposizione al biossido d’azoto.



