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giovedì 6 ottobre 2016

STARE IN SALUTE MANGIANDO A RADIO POPOLARE VERONA




E' iniziata oggi, su Radio Popolare Verona,  la mia collaborazione con la trasmissione settimanale "Vi racconto l'agricoltura. Fatti, personaggi e opportunità" a cura di Giorgio Vincenzi. Ogni giovedì, dalle 11,30 alle 12,30, notizie e interviste per comprenderei fatti che riguardano certamente l'agricoltura e i contadini, ma anche tutti noi, visto che dai campi proviene la totalità degli alimenti che arrivano, direttamente o indirettamente, sulla nostra tavola.
Nello spazio che mi è stato riservato ("Stare in salute mangiando" dalle 12,15 alle 12.30) affronteremo di volta in volta temi relativi al rapporto tra la salute e l'alimentazione.
In programma:
  • I benefici della frutta autunnale: mele, castagne, kiwi, kaki (il podcast è già disponibile qui)
  • Alimentazione e obesità
  • Miele, polline e pappa reale
  • L'aglio, più che un alimento, una medicina
  • Prevenire il raffreddore a tavola
Potete ascoltare la trasmissione in streaming ogni giovedì a partire dalle 11.30 collegandovi al sito della radio oppure, comodamente, scaricando il podcast della trasmissione.
Buon ascolto.

lunedì 20 giugno 2016

MELE E DIABETE





Ricevo e pubblico:

Sono diabetica e mi è stato consigliato di mangiare solo mele verdi. Va bene oppure posso mangiare anche altri tipi di mele? Grazie.
T.O. 

LA MIA RISPOSTA

Diciamo subito che tutti i tipi di mela e di pera sono adattissimi per l’alimentazione del diabetico. La loro capacità di far variare la glicemia (questa variazione è detta anche “indice glicemico”) si colloca, per ambedue questi frutti, attorno ad un valore di poco superiore a 50. La scala di riferimento dell’indice glicemico varia da un valore minimo di 20-40 per i legumi (che quindi sono alimenti da inserire con regolarità nella dieta del diabetico) fino a 120-140 per le patate al forno, il riso soffiato e i dolcificanti come glucosio e maltosio (alimenti che il diabetico dovrebbe dunque evitare il più possibile). In mezzo troviamo le albicocche (46), la pasta (50-60), il riso integrale (66), il riso raffinato (72), l’uva passa (91), il pane bianco (100), il miele (104) e molti altri alimenti che sarebbe qui lungo elencare.
Colgo l’occasione per ricordare che numerosi studi hanno definitivamente dimostrato che le modificazioni corrette dello stile di vita riducono del 58% l’incidenza del diabete, mentre la terapia con farmaci antidiabetici non va oltre il 31%. Una dieta ricca di vegetali freschi, di legumi e di cereali integrali, un apporto adeguato di fibre, una riduzione delle proteine e dei grassi animali (presenti nella carne, nelle uova e nei formaggi) e soprattutto l’attività fisica giornaliera (con un minimo di 20-30 minuti al giorno) prevengono l’aumento del livello di glucosio nel sangue (iperglicemia) e migliorano la terapia della malattia.
Ricordo infine che alcuni alimenti o nutrienti hanno, per motivi diversi, una speciale utilità per il diabetico: si tratta di cipolla, aglio, lievito di birra, vitamina A (sotto forma di caroteni si trova in mais, miglio, carote, cavolo, verza, pomodoro, zucca, broccoli, spinaci, prezzemolo, albicocche, melone, pesca, ecc.), vitamina C (vegetali freschi e crudi, bacche, peperoncino, prezzemolo, cavoli), vitamina E (semi oleosi, oli spremuti a freddo, legumi, cereali integrali, tuorlo d’uovo, germe di grano), magnesio (cereali integrali, germe di grano, semi oleosi, legumi, lievito di birra, pesce, alghe di mare, cavoli, broccoli, aglio, sedano, peperoni, pomodori, sale marino integrale).

lunedì 22 febbraio 2016

CUCINARE E' SALUTE



Il tempo è uno dei segreti più importanti per una cucina di qualità. Lo so (anche per esperienza quotidiana) che molti non hanno a disposizione che una manciata di minuti per mettere in tavola qualcosa di commestibile. Lo sanno bene anche i produttori dei (tristemente) famosi “Quattro salti…” e di tutta quell’infinità di prodotti precotti, semipronti e surgelati da scaldare che invade le tavole. E prima, rigorosamente in quest’ordine, la televisione, la nostra mente, gli scaffali del supermercato, il carrello della spesa, il congelatore domestico. So però anche che molte volte bastano dieci minuti per fare felici i nostri commensali, in una mezz’oretta poi si preparano ottimi piatti. Eppure, passare qualche minuto (e talvolta qualche ora) in più davanti ai fornelli non è necessariamente una prerogativa delle “buone forchette” o di chi fa della gastronomia il centro esclusivo del proprio mondo, evidentemente assai ristretto. Uno studio effettuato su 1319 adulti di Seattle (USA) e pubblicato su AmericanJournal of Preventive Medicine (Volume 47, Issue 6, Pages 796–802,December 2014) richiama l’attenzione sul fatto che chi cucina almeno due ore al giorno mangia in modo sano e, di fatto, frequenta meno il fast-food e i pasti precotti, sinonimo di alimentazione squilibrata. Scoraggiante? Pensate di non avere due ore al giorno per la cucina? A parte il fatto che, come già detto, basta anche meno tempo per preparare pasti sani, gustosi e invitanti, cominciate da quello che sapete fare e che, da qualche tempo, non fate più: l’insalata lavata e spezzettata da voi (e non quella prelavata), la vellutata di verdure (e non quella in cartone), la besciamella (e non quella in barattolo), il sugo per la pasta (e non quello nel vasetto). E per non perdere l’entusiasmo, ecco una ricetta semplice per dolci strepitosi, che vi richiederà non più di 50 minuti.


 Tortine di nocciole e mele al garofano

Per la frolla:
180 g di farina semintegrale (tipo 2)
120 g di malto di riso
50 g di prugne secche tritate
50 g di olio extra vergine d’oliva
30 g di nocciole finemente tritate
un cucchiaino di lievito istantaneo
sale

Per il ripieno:
500 g di mele
70 g di malto di riso
un limone
2 chiodi di garofano

Per decorare:
Anice stellato


Pelate e riducete in tocchetti le mele. Riunitele in un pentolino con i chiodi di garofano, un po’ di buccia di limone e tre cucchiai d’acqua. Cuocete a fuoco basso per 10 minuti, girando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Trasferite la frutta cotta in una ciotola, conditela col succo di mezzo limone e col malto di riso, quindi lasciatela raffreddare per 2-3 ore in frigorifero.
Preparate la pasta frolla. Mescolate in una ciotola la farina con le nocciole ridotte in polvere, un pizzico di sale e il lievito.
Frullate assieme il malto e l’olio e poi versateli nella ciotola con le farine. Unite le prugne e lavorate velocemente con le mani fino a ottenere un impasto morbido. Formate una palla che, avvolta in un panno umido, lascerete riposare in frigo per mezz’ora.
Stendete la frolla con un matterello a uno spessore di pochi millimetri. Rivestite con la pasta 4 stampi per dolci (per una porzione vanno bene quelli da circa 8-9 centimetri di diametro) foderati con carta da forno. Fate cuocere in forno a 180 gradi per 10 minuti (attenzione che si gonfiano facilmente: bucate la pasta con la punta di un coltello) e lasciate raffreddare.
Farcite le crostate con il composto aromatico di mela (togliete chiodi di garofano e buccia di limone). Mettete ancora in forno a 180 gradi per 5 minuti. Prima di servirle, decorate con anice stellato. 


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)


mercoledì 25 novembre 2015

MELA BRULE' PER CICLISTI

Sull'ultimo numero di Ruotalibera, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona (di cui sono socio), potete leggere la mia proposta per una eccellente e sana bevanda corroborante per i ciclisti amanti delle gite invernali.. La trovate a pagina 19.


mercoledì 16 settembre 2015

RAPA ROSSA



Conoscete sicuramente la rapa rossa. E sono anche certo che la maggior parte di voi la consuma regolarmente in insalata. Una ottima abitudine, anche perché questo ortaggio contiene molte sostanze nutritive: carboidrati (anche saccarosio: qualche prudenza per i diabetici), proteine (insolite negli ortaggi), fibre, minerali e vitamine. Quello che tuttavia caratterizza questo vegetale è il vistoso colore rosso che macchia (non indelebilmente) dita, taglieri, tovaglie e gli altri ortaggi ai quali fosse mischiato. Questi pigmenti hanno diverse importanti proprietà: un grande potere antiossidante, prima di tutto, che protegge le cellule e l’organismo dai danni provocati dai radicali liberi, dall’inquinamento ambientale e dalle patologie croniche e degenerative. Non a caso questi vegetali sono ritenuti assai utili nei casi di infiammazioni intestinali e respiratorie, nelle patologie del fegato, nelle demenze, nell’ipertensione arteriosa e perfino nei tumori. Anche se una parte delle sostanze protettive rimangono inalterate dopo la cottura (meglio a vapore e con la buccia), è evidente che questo ortaggio dà il meglio di sé quando è consumato crudo. A questo proposito, vi voglio segnalare che nella clinica svizzera Santa Croce di Orselina (www.clinicasantacroce.ch), dove si curano da quasi 20 anni malati molto gravi con l’omeopatia, è somministrato quotidianamente ai ricoverati un bicchiere di succo centrifugato di rapa rossa, carota e mela. Un vero concentrato (gradevolissimo!) di sostanze protettive.
(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute) 

mercoledì 10 dicembre 2014

BIGOLOTO COI POMI PER CICLISTI

Sull'ultimo numero di Ruotalibera, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona (di cui sono socio), potete leggere la mia proposta per una eccellente e sana merenda durante una gita in bicicletta (sì, anche in questa stagione!). La trovate a pagina 17.

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mercoledì 4 giugno 2014

AD OGNUNO LA SUA (A PROPOSITO DI KM ZERO)



Il suggerimento della dieta macrobiotica di preferire gli alimenti tipici del luogo dove si vive mi è sempre sembrato pieno di buonsenso. Cosa fanno gli animali selvatici, quelli che stanno bene e non hanno bisogno di medicine e di veterinari? Mangiano quello che la natura rende disponibile in quel momento e in quel luogo. Un comportamento non molto diverso da quello adottato anche dalla specie umana, almeno fino a qualche decennio fa. Oggi si dice “cibo a km0” per indicare l’opportunità (per la salute, l’ambiente, l’economia) di consumare alimenti locali e di stagione. In fondo, un modo aggiornato per definire lo stesso comportamento suggerito dalla macrobiotica. Mi sono sempre domandato se la salutare dieta mediterranea fosse adatta anche a quelle popolazioni che, vivendo nelle regioni settentrionali del nostro continente, non dispongono dei cibi tradizionali mediterranei. Spaghetti al pomodoro, cuscus con ceci, parmigiana di melanzane anche lungo il circolo polare artico? Sembra proprio non sia necessario. I risultati di uno studio effettuato su circa 5000 finlandesi e pubblicato nel 2012 sul British Journal of Nutrition confermano che coloro che adottano la dieta tradizionale di quei territori (basata su mele e frutti rossi, radici, cavoli, orzo, pane di segale e di avena, latte e derivati parzialmente scremati, olio di colza, salmone e aringa, con riduzione/esclusione di carni rosse, salumi, burro e alcol) mantengono un peso più fisiologico e un minor rischio di patologie metaboliche e degenerative. 

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)