Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post

lunedì 6 settembre 2021

FRUTTA, VERDURE E MOVIMENTO PER UNA VITA LUNGA



E' uscito l'ultimo numero di RUOTALIBERA, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona, di cui sono socio. Ci leggete, a pagina 17, i miei consigli per allungare la speranza di vita con attività fisica e alimentazione. Trovate tutto qui. 

ATTENZIONE: CAMBIO INDIRIZZO E RECAPITO TELEFONICO

Avverto che dal mese di settembre mi sono trasferito nello studio di VIA RISORGIMENTO 15 a Verona. Il vecchio studio di via Manin 10 è chiuso. QUI L'UBICAZIONE DEL NUOVO STUDIO.

Il nuovo numero di telefono, attivo fin da ora, è il seguente: 3801005370. 

Invito a non utilizzare più il vecchio numero 0458001735, anche se rimarrà attivo ancora per qualche settimana.

Dr. Paolo Pigozzi


giovedì 8 luglio 2021

CAVOLI E CUORE

E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di frutta e ortaggi (in particolare cavoli) e il rischio cardiovascolare. Lo potete leggere qui.

martedì 26 gennaio 2021

DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE DALL'INQUINAMENTO

La dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità cardio e cerebrovascolare provocata dall’esposizione agli inquinanti atmosferici. È noto che l’inquinamento atmosferico contribuisce in modo rilevante alla mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari: è stato calcolato che l’esposizione al PM2,5 (le particelle più fini) è responsabile ogni anno, nel mondo, di almeno un milione e mezzo di decessi per infarto del cuore. Il meccanismo di questo effetto è almeno in parte noto: il particolato fine stimola reazioni infiammatorie locali e generalizzate e aumenta lo stress ossidativo. Ecco perché il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti (come i cereali integrali, la frutta e le verdure) può contribuire a ridurre l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico.
Confermerebbe questa ipotesi l’analisi pubblicata sulla rivista Circulation (
Circulation 2019 Jan 31), basata sui dati di uno studio avviato nel 1995 e concluso nel 2011, con il coinvolgimento di 548.845 persone tra i 50 e i 71 anni in sei stati e due aree metropolitane statunitensi. Lo studio ha dimostrato che il modello di alimentazione prevalente era un fattore determinante nell’aumentare o diminuire il rischio di mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari associato all’inquinamento atmosferico.
Gli alimenti più protettivi sono risultati le verdure e i cereali integrali per quanto concerne gli effetti nocivi dell’esposizione a PM2,5, mentre la frutta e l’olio extra vergine d’oliva hanno ridotto i danni provocati dall’esposizione al biossido d’azoto.

giovedì 19 marzo 2020

APPELLO PER LA SOPRAVVIVENZA DELLE AZIENDE AGRICOLE DI PRODUZIONE BIOLOGICA

Faccio mio questo importante appello che proviene dai contadini biologici, produttori della maggior parte del cibo che ci mantiene in vita, anche e soprattutto in tempi di epidemia:
"In questo periodo,  molti Sindaci di Comuni hanno adottato provvedimenti particolarmente restrittivi in materia di contrasto al coronavirus, arrivando al divieto di  vendita dei prodotti alimentari all’interno dei mercati e delle zone dedicate ai produttori agricoli.
Pur comprendendo le motivazioni  di tali scelte, derivanti evidentemente dal lavoro straordinario richiesto alle Amministrazioni locali e al personale che deve garantire i controlli, in qualità di titolare di  una azienda agricola condotta con metodi biologici e che opera prevalentemente con la vendita diretta, rilevo con preoccupazione che la mancata possibilità di poter svolgere tale attività, sebbene garantita dai recenti Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, stia provocando conseguenze pesanti in termini economici.
Faccio presente che l’azienda che rappresento, durante lo svolgimento degli ultimi mercati a cui ha partecipato, ha adottato tutte le precauzioni utili ad evitare gli assembramenti e che i clienti, pazientemente, hanno aspettato in fila il proprio turno.
Nonostante ciò non è più possibile, a causa del divieto di vendita anche in zone marginali, poter offrire ai clienti dell’azienda le primizie appena raccolte, particolarmente attese dopo la stagione invernale, che potrebbero portare un po’ di consolazione e nutrimento essenziale alla funzionalità dell’organismo, durante l’isolamento forzato che tutti dobbiamo sopportare.
Sembra che i nostri clienti debbano accontentarsi di cibo prevalentemente a lunga scadenza proveniente esclusivamente da supermercati, ma immagino che riducendo il numero di punti vendita, il pericolo di assembramento aumenti, concentrando gli acquirenti nei pochi esercizi rimasti in attività e forse il rischio di contagio non è minore in ambienti chiusi, piuttosto che all’aperto. 
Oltre al dispiacere enorme che provo nel vedere prodotti agricoli che deperiscono, voglio esprimere la mia preoccupazione per non poter garantire ai miei collaboratori, magari assunti da poco, la continuità nel rapporto di lavoro e per dover sostenere interamente i costi dell’attività con incassi notevolmente ridotti o quasi inesistenti. In questa situazione, mentre la Grande Distribuzione aumenta il fatturato del 50% le aziende agricole che effettuano la vendita diretta rischiano il fallimento.
Comprendendo che nei momenti di emergenza non è possibile tenere conto, nelle scelte strategiche, di tutte le esigenze, invito a una riflessione sulle considerazioni espresse e mi auguro che la vendita diretta dei prodotti agricoli su aree pubbliche sia nuovamente possibile in quanto tale attività, per noi agricoltori che operiamo nel biologico da molti anni e abbiamo finalizzato la nostra produzione alla vendita diretta, non rappresenta una situazione folcloristica, ma una vera necessità di sopravvivenza economica.
Se e quando questa situazione problematica avrà fine, non saranno le “immissioni di liquidità” a determinare la ripresa, ma la capacità, la volontà, la resistenza e l’autonomia imprenditoriale di contadini, artigiani, piccole e medie aziende che operano a livello locale; ma solo se nel frattempo non saranno annientate definitivamente.  
Ringrazio molto per l’attenzione e spero nell’interessamento di coloro che hanno il compito di assumere decisioni per la cittadinanza, per poter trovare insieme delle soluzioni".  

mercoledì 13 marzo 2019

FRUTTA E VERDURE A COLOGNA VENETA


Venerdì 15 marzo 2019
Teatro Comunale di Cologna Veneta (VR)
ore 15,30

NELL'ORTO E NEL FRUTTETO 
UNA MINIERA DI SALUTE

conversazione 
con il Dott. Paolo Pigozzi




venerdì 25 gennaio 2019

FRUTTA E VERDURE PER LE BRONCHITI CRONICHE


Mangiare molta frutta e verdura aiuta a migliorare le condizioni di salute di chi soffre di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una malattia che colpisce l'apparato respiratorio e che, se non curata, determina difficoltà sempre maggiori nella respirazione. Si tratta di una patologia un tempo tipica dei grandi fumatori e di chi lavora per anni in ambienti inquinati. Oggi la Bpco diventa sempre più frequente anche in coloro (soprattutto se predisposti all’allergia) che non hanno mai fumato, ma magari hanno respirato per decenni aria inquinata. Le patologie respiratorie (in primis la Bpco)costituiscono in Italia la terza causa di morte, dopo le malattie del sistema circolatorio e i tumori. Alcuni ricercatori greci (università di Larissa) hanno seguito per tre anni due gruppi di pazienti (120 in tutto) affetti da Bpco (i risultati sono stati pubblicati qualche anno fa sulla rivista European Respiratory Journal). Il primo gruppo consumava una dieta ricca di grandi quantità di frutta e verdura, il secondo ha adottato un'alimentazione completamente priva di questi alimenti. Nel primo gruppo si sono ridotti del 50% i casi in cui la malattia è peggiorata e si sono perfino verificati anche veri e propri miglioramenti della funzionalità polmonare. Secondo i ricercatori, i benefici derivanti dal consumo di frutta e verdura riscontrati in soggetti colpiti da Bpco sono da attribuire alle proprietà antiossidanti di questi alimenti. 

martedì 21 febbraio 2017

FRUTTA E BUONSENSO


Potete leggere qui una mia breve intervista (a cura della giornalista Giuliana Lomazzi) sul corretto consumo di frutta.

lunedì 2 gennaio 2017

SPEZIE, AROMI E VERDURE DI STAGIONE A CAVAION



Venerdi 13 gennaio 2017 ore 20,30
Corte Torcolo a Cavaion (VR)
nell'ambito delle iniziative dell'Università Itinerante AUSER

 incontro con il Dott. Paolo Pigozzi 

LA SALUTE NEL PIATTO:  
SPEZIE, AROMI, VERDURE 
E FRUTTA DI STAGIONE 


Info:  347 4751840

giovedì 20 ottobre 2016

VERDURE E BAMBINI A MONTECCHIO MAGGIORE (VI)


MERCOLEDI 26 OTTOBRE 2016 

ore 20,45

presso 

La Madre Terra

Via Tecchio 93, Montecchio Maggiore (VI)


"CUCINA A COLORI"

Come aiutare i bambini a mangiare frutta e verdura
 

Con il Dr. Paolo Pigozzi - medico chirurgo, nutrizionista, fitoterapeuta e omeopata

Ingresso gratuito

Info: 0444 496507; negoziolamadreterra@ecorinascere.org  

giovedì 22 settembre 2016

CONSERVAZIONE E VITAMINE




Ricevo e pubblico:

DOMANDA

La conservazione in frigorifero degli alimentivegetali (frutta e verdure) oppure la cottura quanto incidono nella riduzione del contenuto di vitamine?

RISPOSTA

Il tempo trascorso dalla raccolta, la temperatura più o meno elevata alla quale gli ortaggi sono stoccati, l’esposizione all’aria sono tutti fattori che influiscono in modo considerevole sul contenuto vitaminico degli ortaggi.
Chi riesce dunque a consumare ortaggi (e frutti) appena colti e al giusto punto di maturazione non solo consuma alimenti con qualità organolettiche impagabili, ma riesce a introdurre nell’organismo anche quantità rilevanti di vitamine.
Se, al contrario, il momento e il luogo della raccolta sono molto lontani, non solo la qualità organolettica è scadente, ma anche quella nutrizionale è piuttosto compromessa. Insomma, la filiera corta (come si ama definire oggi quello che l’umanità ha sempre ritenuto un valore: cioè consumare alimenti di stagione e preferibilmente prodotti nel proprio territorio) paga. Non solo in termini economici (se acquisto direttamente dal produttore, ad esempio, non devo pagare il servizio del grossista), ma anche in senso organolettico e nutrizionale.
Vediamo, a questo proposito, qualche dato interessante.
Gli spinaci biologici appena raccolti contengono circa 70 mg/100 g di vitamina C. Se il giorno stesso vengono stufati (cioè cotti con un metodo che riduce al minimo la dispersione delle vitamine), arriverà nel nostro piatto il 70% di quella vitamina.
Se prendiamo in considerazione la stessa quantità di spinaci non di coltivazione biologica, questi contengono all’origine circa il 15% in meno di vitamina C (cioè 55-60 mg/100 g). Supponiamo inoltre che questo ortaggio, nel passaggio dal campo al banco del fruttivendolo, sia mantenuto per 24 ore a temperatura ambiente e che sia infine conservato per altri 3-4 giorni in frigorifero prima di essere cotto in acqua. Se l’acqua di cottura non sarà in qualche modo recuperata, la quantità di vitamina C che arriverà nel nostro piatto sarà poco più del 30% di quella iniziale (circa 18 mg).
Risultati simili si ottengono se consideriamo un vegetale più resistente come le patate.
Se le patate sono consumate nei mesi autunnali (lessate con la buccia), arriva nel nostro piatto circa il 70% della vitamina C presente nel tubero al momento della raccolta. Se le stesse patate sono cotte e mangiate dopo diversi mesi dalla raccolta (nella primavera successiva), la vitamina C che rimane nell’alimento è solo il 30% di quella iniziale.

lunedì 1 agosto 2016

IL CALDO, LA PRESSIONE E IL COLPO DI CALORE




Il calore estivo sottopone l’organismo ad un notevole stress. L’adattamento alle difficili condizioni ambientali avviene principalmente con una dilatazione dei vasi sanguigni periferici. Questa modificazione fisiologica consente una più efficiente dispersione del calore corporeo, ma favorisce anche un eccessivo abbassamento della pressione. 

Gli effetti del caldo ambientale
Soprattutto se l’elevata umidità ambientale non permette una pronta evaporazione del sudore, la dispersione del calore corporeo risulta difficile, la temperatura interna del corpo aumenta e può addirittura verificarsi un colpo di calore, caratterizzato da respiro affannoso, mal di testa, irritabilità, affaticamento, confusione mentale, capogiri, ipotensione arteriosa. Nei casi più problematici si può arrivare fino al collasso. In ogni caso la pressione arteriosa eccessivamente bassa è una condizione che può essere piuttosto disturbante, soprattutto perché rende difficile l’inizio della giornata e più complicato fare sforzi fisici.

Prima di tutto una dieta con pochi grassi…
Per contrastare gli effetti negativi del caldo, la dieta estiva deve prevedere una opportuna riduzione dei grassi (contenuti in abbondanza in olio, burro, carne, formaggi e uova). Una digestione impegnativa, infatti, incrementa notevolmente la produzione di calore. Calore che dovrà poi essere disperso mediante la vasodilatazione periferica (con la conseguente ipotensione) e con la sudorazione (che aumenta i fabbisogni di acqua e minerali).

…ma ricca di frutta
La dieta deve ovviamente includere una adeguata quantità d’acqua, associata però ad una opportuna quota di minerali. Tra questi, il potassio è certamente il più importante. Una carenza di potassio determina grande stanchezza e debolezza muscolare, alterazioni del battito cardiaco e perfino irritabilità e confusione mentale. La sudorazione è una delle vie principali di eliminazione del potassio dall’organismo. In giornate particolari, la perdita di potassio può arrivare anche a 3 g al giorno.
La frutta è l’alimento che fornisce la maggior quantità di acqua e potassio. Albicocche, pesche, meloni, angurie e altri frutti estivi sono composti per l’85-95% da acqua e contengono circa 250-300 mg di potassio ogni 100 g.

Che fare in caso di colpo di calore
In caso di colpo di calore è opportuno far riposare l’interessato in un ambiente fresco e ventilato, cercare di abbassare la temperatura corporea con spugnature d’acqua non fredda e reidratarlo adeguatamente. A questo scopo, due bevande particolarmente adatte sono:
·         un succo di frutta diluito al 50% con acqua;
·         la soluzione reidratante proposta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, facilmente realizzabile mescolando ad un litro d'acqua un cucchiaino da tè raso di sale da cucina, otto cucchiaini da tè rasi di zucchero e, se disponibile, il succo di un paio di limoni.

Un aiuto dalle piante
La fitoterapia offre diverse possibilità per affrontare l’ipotensione e la spossatezza tipiche del grande caldo. Eccone alcune (per la scelta della più adatta, consigliatevi con un medico esperto):
- Artemisia absinthium TM, 15 gocce tre volte al giorno.
- Eleutherococcus senticosus TM, 15 gocce due volte al giorno.
- Quercus pedunculata 1DH Gemme, 50 gocce due volte al giorno.
- Rosmarinus officinalis TM, 15 gocce tre volte al giorno.
- Salvia officinalis TM, 15 gocce tre volte al giorno.
Tutte le preparazioni citate possono essere acquistate in farmacia o in erboristeria.

Pronto soccorso con l'acqua
Durante la stagione calda, l’uso dell’acqua per abluzioni rinfrescanti e per detergere il corpo da polvere e sudore è una pratica istintiva. L’idroterapia (che consiste nell’impiego accorto e regolato dell’acqua per ottenere effetti benefici) consiglia una pratica di facile realizzazione e veramente efficace: il bagno pelvico rinfrescante. Durante l'estate può portare molto sollievo e aiutare a mantenere tonico l’organismo. E’ utilizzabile anche come intervento di pronto soccorso in caso di ipotensione accentuata, debolezza estrema, capogiri.
Mettete 15 cm di acqua fresca nella vasca da bagno. Sedetevi lentamente nell'acqua in modo che tutta la zona pelvica sia immersa. Durante il bagno, con le mani inumidite frizionate i fianchi, il ventre e il torace. Dopo 4-5 minuti uscite dalla vasca, asciugatevi e rivestitevi. Nelle giornate più calde potrete ripetere questo bagno anche più volte al giorno, ovviamente lontano dai pasti.

martedì 17 maggio 2016

NON MI PIACE

Avete figli o nipoti ai quale non piacciono frutta e verdure e volete scambiare qualche opinione e, soprattutto, cercare assieme qualche strategia utile? Ecco l'incontro che fa per voi.
 
 
INCONTRO 
CON IL DOTT. PAOLO PIGOZZI
“BAMBINI & VERDURE”
Un’occasione per capire le ragioni dei bambini di fronte al rifiuto di questi alimenti e le strategie
per aiutare i genitori a farglieli amare
VENERDÍ 27 MAGGIO 2016 ORE 20.30
 KÈLEUTHOS – Via dei Reti 18- Parona-Verona
Ingresso gratuito

giovedì 17 marzo 2016

ORTO E FRUTTETO: UNA MINIERA DI SALUTE A MONTICHIARI

DOMENICA 20 MARZO 2016 ORE 11

FIERA DI MONTICHIARI, PADIGLIONE 4, 2° PIANO

CON IL DOTT. PAOLO PIGOZZI 

Nell'orto e nel frutteto una miniera di salute





    domenica 29 novembre 2015

    I BAMBINI CHE NON MANGIANO FRUTTA E VERDURA (VIDEO)

    Ecco il video dell'incontro del 23 novembre 2015 a Fumane con il Dr. Paolo Pigozzi (fino al minuto 49 circa) sul tema: "Cosa possiamo fare quando i bambini non mangiano frutta e verdura". A seguire Isabella Sciarretta dell'associazione Il Melograno di Verona sull'importanza dell'allattamento al seno.


    lunedì 18 maggio 2015

    MEGLIO LA FRUTTA "MASTICABILE"



    Ci avviamo verso la stagione calda. La stagione nella quale, tra l’altro, il consumo di bevande di vario genere aumenta in modo significativo. Siete già pronti per riempire il carrello di confezioni maxi di succhi di frutta? Probabilmente non sarebbe la scelta migliore, specialmente se le vostre preferenze andassero verso bevande dolcificate (la maggioranza). Sentite cosa ci dice una ricerca pubblicata sulla rivista British Medical Journal (2013;347:f5001). I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 187.000 americani. Chi mangiava regolarmente frutta fresca (i risultati migliori li hanno prodotti mirtilli, mele, pere e uva) ha ridotto significativamente il rischio di diabete di tipo 2. Al contrario, chi ha consumato assiduamente succhi di frutta ha visto aumentare (sia pure leggermente) il rischio.

    Gli scienziati suggeriscono che alcune componenti della frutta fresca “masticabile” come le fibre, le vitamine, gli antiossidanti e altre sostanze attive potrebbero contribuire ai benefici effetti riscontrati. I succhi di frutta in effetti sono impoveriti di questi preziosi nutrienti e sono spesso poco più di liquidi dolci che alzano troppo la glicemia e contribuiscono ad una indesiderabile eccessiva produzione di insulina. È vero che i succhi non sono tutti uguali e occorre fare certe distinzioni (di produzione biologica o no, con dolcificanti o di sapore naturale, da succo fresco o surgelato, ecc.). Tuttavia la bevanda più sana rimane l’acqua, magari fresca e addizionata con succo di limone.  
    (Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)