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lunedì 1 novembre 2021

NON E' MAI TROPPO TARDI

E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla possibilità che anche gli anziani traggano vantaggio dall'adozione della dieta mediterranea. D'altra parte, lo diceva anche il maestro Manzi che "Non è mai troppo tardi". Lo potete leggere qui.

ATTENZIONE: CAMBIO INDIRIZZO E RECAPITO TELEFONICO

Avverto che dal mese di settembre mi sono trasferito nello studio di VIA RISORGIMENTO 15 a Verona. Il vecchio studio di via Manin 10 è chiuso. QUI L'UBICAZIONE DEL NUOVO STUDIO.

Il nuovo numero di telefono, attivo fin da ora, è il seguente: 3801005370. 

Invito a non utilizzare più il vecchio numero 0458001735, anche se rimarrà attivo ancora per qualche settimana.

lunedì 22 marzo 2021

CARNE ARTIFICIALE A SINGAPORE. E' UNA SOLUZIONE? FORSE, MA...


E' uscito sul Fatto Quotidiano Magazine un mio articolo sulla "carne artificiale". Potrebbe essere la svolta per evitare lo sterminio di animali e ridurre fortemente l’impatto ambientale. Ma è anche una alternativa salutare? Ci sono altre soluzioni? Lo potete leggere qui.

martedì 26 gennaio 2021

DIETA MEDITERRANEA PROTEGGE DALL'INQUINAMENTO

La dieta mediterranea riduce il rischio di mortalità cardio e cerebrovascolare provocata dall’esposizione agli inquinanti atmosferici. È noto che l’inquinamento atmosferico contribuisce in modo rilevante alla mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari: è stato calcolato che l’esposizione al PM2,5 (le particelle più fini) è responsabile ogni anno, nel mondo, di almeno un milione e mezzo di decessi per infarto del cuore. Il meccanismo di questo effetto è almeno in parte noto: il particolato fine stimola reazioni infiammatorie locali e generalizzate e aumenta lo stress ossidativo. Ecco perché il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti (come i cereali integrali, la frutta e le verdure) può contribuire a ridurre l’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico.
Confermerebbe questa ipotesi l’analisi pubblicata sulla rivista Circulation (
Circulation 2019 Jan 31), basata sui dati di uno studio avviato nel 1995 e concluso nel 2011, con il coinvolgimento di 548.845 persone tra i 50 e i 71 anni in sei stati e due aree metropolitane statunitensi. Lo studio ha dimostrato che il modello di alimentazione prevalente era un fattore determinante nell’aumentare o diminuire il rischio di mortalità per malattie cardio e cerebrovascolari associato all’inquinamento atmosferico.
Gli alimenti più protettivi sono risultati le verdure e i cereali integrali per quanto concerne gli effetti nocivi dell’esposizione a PM2,5, mentre la frutta e l’olio extra vergine d’oliva hanno ridotto i danni provocati dall’esposizione al biossido d’azoto.

mercoledì 16 marzo 2016

DEMENZA, MOVIMENTO, ALIMENTAZIONE




Le demenze e le malattie degenerative del sistema nervoso centrale sono sempre più frequenti. L’invecchiamento della popolazione ha certamente una grande importanza (si dice sempre che la vita si è allungata, ma in realtà è la vecchiaia ad essere ormai molto lunga), ma numerosi studi scientifici confermano da tempo che il rischio non è uguale per tutti. Chi adotta una dieta mediterranea e, soprattutto, chi fa una vita attiva ha un rischio inferiore. Una revisione degli studi (1990-2007) riguardanti la relazione tra attività fisica e diagnosi di malattie neuro-degenerative (Psychological Medicine, 2009 Jan;39(1):3-11) ha esaminato 163.797 persone. I livelli più alti di attività fisica vedevano ridursi il rischio di demenza e di Alzheimer.
Per 1880 anziani di New York residenti in comunità, l’attività fisica  e la dieta mediterranea si associano in modo indipendente con un minor rischio di Alzheimer. L'azione combinata di attività fisica e di alimentazione più sana ha spinto la riduzione del rischio fino al 61-67% (Journal of the America Medical Association,Agosto 12, 2009, Vol 302, No.6). Infine, uno studio del 2011 (Archives of Internal Medicine, 2011 Luglio 25;171(14):1244–1250) esamina la relazione tra attività fisica e declino cognitivo in donne con età maggiore di 65 anni con malattie circolatorie o con fattori di rischio vascolari significativi. Dai risultati emerge che l’attività fisica può migliorare l’età cognitiva di 5-7 anni. 

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)


sabato 26 dicembre 2015

CAMPAGNA PER LA PREVENZIONE NELLE MENSE SCOLASTICHE

Ho aderito volentieri a questa campagna, rivolta al ministero della Salute, che vuole affrontare un tema importante ed urgente: quello dell'alimentazione infantile nelle mense scolastiche. Come potrete leggere nel testo, si chiede al Ministero della Salute di aggiornare le linee guida della ristorazione scolastica, oramai obsolete, sulla base delle linee guida internazionali per la prevenzione delle malattie croniche e del cancro. Questa campagna nasce come conseguenza dei ripetuti allarmi sulla salute dei nostri bambini e delle recenti posizioni dell'OMS sulle carni conservate e le carni rosse.
Potete trovare ulteriori dettagli sul Comunicato Stampa.

mercoledì 4 giugno 2014

AD OGNUNO LA SUA (A PROPOSITO DI KM ZERO)



Il suggerimento della dieta macrobiotica di preferire gli alimenti tipici del luogo dove si vive mi è sempre sembrato pieno di buonsenso. Cosa fanno gli animali selvatici, quelli che stanno bene e non hanno bisogno di medicine e di veterinari? Mangiano quello che la natura rende disponibile in quel momento e in quel luogo. Un comportamento non molto diverso da quello adottato anche dalla specie umana, almeno fino a qualche decennio fa. Oggi si dice “cibo a km0” per indicare l’opportunità (per la salute, l’ambiente, l’economia) di consumare alimenti locali e di stagione. In fondo, un modo aggiornato per definire lo stesso comportamento suggerito dalla macrobiotica. Mi sono sempre domandato se la salutare dieta mediterranea fosse adatta anche a quelle popolazioni che, vivendo nelle regioni settentrionali del nostro continente, non dispongono dei cibi tradizionali mediterranei. Spaghetti al pomodoro, cuscus con ceci, parmigiana di melanzane anche lungo il circolo polare artico? Sembra proprio non sia necessario. I risultati di uno studio effettuato su circa 5000 finlandesi e pubblicato nel 2012 sul British Journal of Nutrition confermano che coloro che adottano la dieta tradizionale di quei territori (basata su mele e frutti rossi, radici, cavoli, orzo, pane di segale e di avena, latte e derivati parzialmente scremati, olio di colza, salmone e aringa, con riduzione/esclusione di carni rosse, salumi, burro e alcol) mantengono un peso più fisiologico e un minor rischio di patologie metaboliche e degenerative. 

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)