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giovedì 20 giugno 2024

TELEFONINI E SONNO

Usare telefonini e tablet prima di coricarsi influisce su quantità e qualità del sonno? 

Un bel dilemma, sia quale la scienza non ha posizioni univoche e chiare.

Trovate qualche spunto di riflessione e un invito alla prudenza, con una mia valutazione, qui.

lunedì 20 febbraio 2023

DORMIRE FA BENE


Nella sezione salute de Il Fatto Quotidiano online, alla quale collaboro, notizie, riflessioni e suggerimenti per scoprire che dormire è meglio. Leggete  tutto qui. 

venerdì 18 marzo 2022

DORMIRE BENE FA BENE

Il tempo passato a dormire è prezioso per la nostra salute. Non fatevelo mancare. Tutti i particolari qui.

giovedì 16 settembre 2021

DORMIRE BENE: LIBRO PRESTO DISPONIBILE

Sarà presto disponibile (a fine mese) il mio nuovo libro DORMIRE BENE (Terra Nuova Edizioni). 

In questo libro informazioni e riflessioni, basate sulle evidenze scientifiche (spesso a conferma della tradizione), che aiutano ad agire sul nostro stile di vita per migliorare il sonno e la salute generale. Il ruolo cruciale dell’alimentazione, delle erbe, dell’omeopatia, del movimento e del rapporto con la natura.

Con un contributo dell'epidemiologo Franco Berrino e dello scrittore Michele Marziani.

Informazioni qui.

martedì 5 gennaio 2021

DORMIRE MENO

I bambini dormono in media due ore in meno rispetto a cento anni fa. Lo hanno detto i pediatri italiani a congresso a Roma nel giugno 2018. Il 25% dei bambini al di sotto dei 5 anni soffre di disturbi del sonno e dopo i 6 anni e fino all’adolescenza la percentuale si attesta intorno al 10-12%.  

I ritmi frenetici, l’aumento delle luci artificiali e l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici causano una pesante interferenza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali. Dormire poco può produrre effetti negativi sulla salute e sulla qualità della vita del bambino, ma anche dei genitori. Quali, secondo i pediatri, le conseguenze di un sonno insufficiente o di cattiva qualità nei bambini? Rendimento scolastico ridotto e alterazioni del comportamento come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), ma anche aumento del rischio di sviluppare obesità, predisposizione al diabete e depressione. 

Un ultimo consiglio. Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena. Spegnete tutto almeno un’ora prima dell’addormentamento. La luce di questi dispositivi riduce la produzione della melatonina, l’ormone dell’addormentamento. Mantenete tutti gli apparecchi elettronici, inclusa la televisione, il computer e il cellulare fuori dalla stanza da letto.

lunedì 2 novembre 2015

DORMIRE: NE VALE LA PENA



Torniamo a parlare del sonno. Ne vale la pena. Anche perché si sta facendo strada l’ipotesi che la proposta di dormire a sufficienza e in modo soddisfacente potrebbe essere fatta ai soggetti a rischio per prevenire patologie importanti e sempre più diffuse come il diabete di tipo 2 e l’obesità. Lo scrivono a chiare lettere gli autori (Università di Lubecca, Germania) di una revisione di 17 studi (coinvolti 600mila adulti) pubblicata sulla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology,online 25 Marzo 2014. Negli ultimi anni, la perdita di sonno che caratterizza lo stile di vita delle moderne società si è sempre più dimostrata un fattore in grado di nuocere alla salute metabolica. In particolare un riposo breve, irregolare o di scarsa qualità si associa spesso a obesità o diabete. È stato dimostrato un aumentato rischio di obesità in chi dorme meno di cinque ore al giorno. Risultati analoghi arrivano da studi sui bambini, per i quali la condizione di obesità è correlata ad una durata del sonno sotto le dieci ore al giorno. È da notare che questi risultati hanno mantenuta una loro forte validità anche quando sono state tenute in considerazione e compensate varie condizioni (attività fisica, depressione, consumo di alcol, etnia, istruzione, stato civile ed età) che avrebbero potuto falsare l’affidabilità dei dati. In attesa che ulteriori ricerche portino chiarezza sui meccanismi fisiologici coinvolti, credo che i colleghi medici non sbaglierebbero nel raccomandare a tutti i loro pazienti di dormire almeno 5-6 ore per notte. 

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)