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martedì 7 settembre 2021

LE NOCI: UTILI PER IL CUORE E PER L'INTESTINO


E' uscito sull'ultimo numero della rivista BIOLCALENDA un mio contributo sulla relazione tra consumo di noci, benefici per la funzione cardiovascolare e il rischio di tumore del colon. Lo potete leggere qui.

ATTENZIONE: CAMBIO INDIRIZZO E RECAPITO TELEFONICO

Avverto che dal mese di settembre mi sono trasferito nello studio di VIA RISORGIMENTO 15 a Verona. Il vecchio studio di via Manin 10 è chiuso. QUI L'UBICAZIONE DEL NUOVO STUDIO.

Il nuovo numero di telefono, attivo fin da ora, è il seguente: 3801005370. 

Invito a non utilizzare più il vecchio numero 0458001735, anche se rimarrà attivo ancora per qualche settimana.

Dr. Paolo Pigozzi

mercoledì 28 agosto 2019

LE NOCI FANNO BENE AL CUORE (E ALL'INTESTINO)


Che un consumo regolare di noci faccia bene è noto da tempo. L'anno scorso, tuttavia, è stato pubblicato uno studio (The Journal of Nutrition, Volume 148, Issue 6, 1 June 2018, Pages 861–867) che aggiunge qualcosa di nuovo. Siamo ormai vicini al tempo della raccolta e torniamo quindi, anche per questo, sull’argomento. 
Questo è il primo studio che approfondisce l’associazione tra la composizione del microbiota (l’insieme dei batteri intestinali), il consumo quotidiano di noci e i fattori di rischio cardiovascolare e di carcinoma del colon. Gli autori hanno esaminato, in un gruppo di donne e uomini adulti e sani di età compresa tra 50 e 55 anni, gli effetti del consumo di circa 40 grammi di gherigli di noce al giorno per tre settimane. Rispetto alla dieta senza noci, quella che prevedeva l’assunzione di questi semi oleosi ha modificato la composizione della flora intestinale, aumentando la presenza di batteri che producono acido butirrico, utilizzato come nutrimento dalla mucosa del colon. Inoltre, le noci hanno anche ridotto la formazione di sostanze infiammatorie derivanti dalla bile e che aumentano il rischio tumorale. Sono infine stati confermati altri vantaggi già noti, legati al consumo regolare di noci: la riduzione del colesterolo sanguigno e di composti infiammatori. Probabilmente grazie all’apporto di fibra, di polifenoli e di acidi grassi polinsaturi, di cui le noci sono assai ricche. 

domenica 6 novembre 2016

CAVOLINI DI BRUXELLES E TUMORI




La famiglia botanica delle Crocifere (alla quale appartiene il cavolo di Bruxelles) è oggi tra le più studiate per le notevoli proprietà antitumorali che dimostra di possedere. La scienza moderna conferma dunque la speciale considerazione di cui i cavoli sono fatti oggetto nella tradizione popolare. Il cavolo di Bruxelles contiene diverse sostanze dotate di proprietà anticancro. È noto da tempo che nelle popolazioni che consumano abbondantemente i cavoli l’incidenza del cancro (e soprattutto dei tumori alla mammella, all’intestino e alla prostata) è minore. Le sostanze protettive (ditioltioni, glucosinolati, indoli, isotiocianati, cumarine, fenoli...) agiscono in pratica disintossicando l’organismo ed aiutandolo ad eliminare rapidamente le sostanze tossiche prodotte dal metabolismo o introdotte dall’ambiente. Il cavolo di Bruxelles è inoltre piuttosto ricco di vitamina C: 100 g ne contengono circa 80 mg, una quantità superiore al fabbisogno giornaliero per un adulto (60 mg). È noto che la vitamina C garantisce buona efficienza al sistema immunitario e aiuta a prevenire non solo le banali patologie infettive (raffreddori, sinusiti, influenze...), ma anche le malattie cardiovascolari, i tumori e perfino la cataratta. Il cavolo di Bruxelles contiene anche una buona quantità di acido folico, indispensabile per la produzione dei globuli rossi e per la sintesi di nuove proteine. La sua carenza determina difficoltà nel normale accrescimento dei tessuti organici, con danni soprattutto all’apparato digerente e all’apparato genitale. L’acido folico, inoltre, è essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso del feto. Tutte queste preziose proprietà nutrizionali sono conservate integre quando i cavoli sono mangiati crudi (come si può fare con verze e cappucci) oppure leggermente scottati a vapore (è il caso dei cavoli di Bruxelles). È possibilmente da evitare la cottura prolungata in piena acqua che favorisce la dispersione di almeno il 50% delle sostanze protettive più importanti. Infine, ricordiamo che i cavoli (a differenza della quasi totalità degli altri ortaggi) contengono anche una discreta quantità di proteine: in una porzione di cavoli di Bruxelles cotti possiamo anche trovare il 6-7% di proteine vegetali. A titolo di confronto, è utile sapere che in un piatto di riso brillato lessato e condito con olio d’oliva le proteine arrivano a malapena al 2%.

mercoledì 16 settembre 2015

RAPA ROSSA



Conoscete sicuramente la rapa rossa. E sono anche certo che la maggior parte di voi la consuma regolarmente in insalata. Una ottima abitudine, anche perché questo ortaggio contiene molte sostanze nutritive: carboidrati (anche saccarosio: qualche prudenza per i diabetici), proteine (insolite negli ortaggi), fibre, minerali e vitamine. Quello che tuttavia caratterizza questo vegetale è il vistoso colore rosso che macchia (non indelebilmente) dita, taglieri, tovaglie e gli altri ortaggi ai quali fosse mischiato. Questi pigmenti hanno diverse importanti proprietà: un grande potere antiossidante, prima di tutto, che protegge le cellule e l’organismo dai danni provocati dai radicali liberi, dall’inquinamento ambientale e dalle patologie croniche e degenerative. Non a caso questi vegetali sono ritenuti assai utili nei casi di infiammazioni intestinali e respiratorie, nelle patologie del fegato, nelle demenze, nell’ipertensione arteriosa e perfino nei tumori. Anche se una parte delle sostanze protettive rimangono inalterate dopo la cottura (meglio a vapore e con la buccia), è evidente che questo ortaggio dà il meglio di sé quando è consumato crudo. A questo proposito, vi voglio segnalare che nella clinica svizzera Santa Croce di Orselina (www.clinicasantacroce.ch), dove si curano da quasi 20 anni malati molto gravi con l’omeopatia, è somministrato quotidianamente ai ricoverati un bicchiere di succo centrifugato di rapa rossa, carota e mela. Un vero concentrato (gradevolissimo!) di sostanze protettive.
(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute) 

venerdì 30 gennaio 2015

UNA GIORNATA ALL'ISTITUTO DEI TUMORI A MILANO



Presso l’Istituto dei Tumori di Milano   si svolgono periodicamente giornate di studio molto interessanti alle quali partecipo volentieri. Sono promosse dal gruppo di studio Me.Te.C.O. (Medicine e Terapie Complementari in Oncologia) che, da quasi 15 anni, lavora all’interno dell’Istituto dei Tumori per realizzare, in vari modi, un controllo e una eventuale validazione scientifica delle terapie complementari utilizzate molto spesso dai malati di tumore. L’ultimo incontro verteva su Fitoterapia, ayurveda, medicina antroposofica e oncologia: indicazioni, controindicazioni, esperienze di integrazione.
Molte e interessanti le relazioni e le esperienze portate da colleghi di diversa formazione e nazionalità. L’intervallo di metà giornata è tradizionalmente dedicato al consumo di un gustoso ristoro preparato dallo staff della Cascina Rosa. Alla Cascina Rosa ha sede il Dipartimento di Ricerca di Medicina Predittiva e Preventiva dell'Istituto dei Tumori, fucina di studi, ricerche e iniziative (rivolte ai malati, ma anche a tutta la popolazione) coordinate dal nostro vulcanico prof. Franco Berrino. In una giornata dedicata alle terapie oncologiche e alla prevenzione non potevano che essere serviti cibi noti per migliorare la salute dell’organismo e per ridurre il rischio tumorale. E infatti abbiamo trovato (su piatti ecologici e compostabili) una fresca insalata mista con ortaggi di stagione, una squisita zuppa di farro e legumi, mini tartine di pane integrale con crema di ceci e tahin e un assaggio di delizioso sformato di miglio. Ho visto in tutti grande soddisfazione e… nessuno che, durante la sessione pomeridiana, abbia sofferto del classico “colpo di sonno”.

Crema di ceci e tahin

150 g di ceci cotti
un cucchiaio di tahin
succo di mezzo limone
uno spicchio d’aglio
un cucchiaio d’olio extra vergine d’oliva
un pizzico di sale

Il tahin è una crema ottenuta macinando finemente semi di sesamo leggermente tostati. Se ne ottiene una crema molto nutriente, che può sostituire il burro per confezionare e migliorare il gusto di dolci, zuppe, passati di legumi e vari altri alimenti. Frullate assieme tutti gli ingredienti (eventualmente aggiungendo un po’ d’acqua di cottura dei ceci). Ne ricaverete una crema, ottima da spalmare sul pane integrale tostato.

Zuppa di farro e cannellini

2 bicchieri di farro integrale
150 g di fagioli cannellini
un porro piccolo
una carota
una gamba di sedano
uno spicchio di aglio
3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
prezzemolo tritato
sale

Mettete i fagioli e il farro (in recipienti separati) a bagno per una notte. Il giorno dopo coprite il farro con un volume d’acqua triplo rispetto al volume del cereale. Mettete un po’ di sale e fate andare a fuoco lentissimo, in pentola coperta, per un’ora abbondante (40 minuti in pentola a pressione). Nel frattempo, tagliate il porro a rondelle sottili (utilizzate pure anche la parte verde, molto ricca di nutrienti) e fatelo saltare in poco olio a fuoco molto dolce con l’aglio tritato. Aggiungete le carote a dadolini e il sedano tritato e rimestate velocemente per un paio di minuti. Unite i fagioli scolati e sciacquati, coprite il tutto con acqua calda e fate cuocere per almeno un paio d’ore (aggiungete altra acqua calda se serve). Verso la fine della cottura salate e unite il farro. Servite cospar­gendo con prezzemolo tritato. 

(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)