E' uscito il nuovo numero di RUOTALIBERA, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona, di cui sono socio. Oltre a tanto altro, a pagina 17 trovate la mia ricetta per preparare con le batate (patate dolci) e le mandorle semplici biscotti con la forma e la consistenza di piccoli gnocchi, buonissimi. Le batate, specialmente quelle a pasta rosata o gialla, sono molto ricche di caroteni, che l'organismo trasformerà in vitamina A. Questa vitamina protegge pelle e mucose dalle aggressioni dell'inquinamento e delle temperature inclementi di questo periodo. Buone pedalate (insisto).
"La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina e della tavola che nelle scatole degli speziali" Francesco Redi (1626-97)
martedì 28 novembre 2017
mercoledì 22 novembre 2017
ANCORA SALSE (E UNA CREMA SUPER)
Ancora salse, scelte tra le ricche ricette (oltre 150) presenti nel libro "Il cibo della terra". Assieme a qualche racconto e diverse schede tecniche. Cliccate sull'immagine qui sotto per ingrandirla. Potete trovare il libro qui.
mercoledì 15 novembre 2017
SALSE DAL LIBRO "IL CIBO DELLA TERRA"
Le salse sono una delizia e arricchiscono di piacere una semplice fetta di pane, delle verdure crude, una tazza di riso integrale. Eccone una scelta tra quelle proposte nel libro "Il cibo della terra", buone e salutari (il che non sempre accade) e semplici da realizzare. Cliccate sull'immagine per ingrandirla. Potete trovare il libro qui.
martedì 24 ottobre 2017
IL CIBO DELLA TERRA: NUOVO LIBRO CON RICETTE (E QUALCHE STORIA)
E' uscito in questi giorni un libro che raccoglie oltre 150 mie ricette che si rifanno alla tradizione della cucina italiana e a quella mediterranea. Nel libro troverete, oltre alle ricette (dettagliate con quantità, procedure, tempi di realizzazione e grado di difficoltà), anche brevi storie e racconti su cibi, persone e esperienze che, ruotando attorno a quanto si mette in tavola, vogliono promuovere valori di rispetto e dignità umani. Il tutto riccamente illustrato. Lo potete trovare qui.
giovedì 19 ottobre 2017
ORTAGGI E FRUTTA: MEGLIO DALL'ORTO
Ricevo questa domanda e pubblico la mia risposta.
“Negli ortaggi le vitamine diminuiscono
rapidamente dopo la raccolta? Se sì, allora ho un gran vantaggio dal mio orto
in quanto posso consumare i miei prodotti dopo pochi minuti dalla raccolta. E’
vero?”
La mia risposta
Sì, le
vitamine presenti negli ortaggi diminuiscono progressivamente a partire dal
momento della raccolta.
Il
tempo che passa prima del consumo, ma anche la temperatura alla quale gli
ortaggi sono conservati e perfino l’esposizione all’aria sono tutti fattori che
influiscono in modo considerevole sul contenuto vitaminico degli ortaggi. Ad
esempio, l’INRAN (l'ex Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la
Nutrizione, ora CREA-Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) calcola che, negli ortaggi freschi, tre giorni di conservazione
provochino perdite di vitamina C che vanno dal 36 all’80%.
L’agronomo
francese Claude Aubert, nel suo libro “Dimmi come cucini, ti dirò come stai”
(Red Edizioni, 1991), riporta i risultati di una sua ricerca su questo tema.
Gli
spinaci biologici appena raccolti contengono mediamente circa 70 mg/100 g di
vitamina C. Se il giorno stesso vengono stufati (cioè cotti con un metodo che
riduce al minimo la dispersione delle vitamine), arriverà nel nostro piatto ben
il 70% di quella vitamina.
Se
prendiamo in considerazione la stessa quantità di spinaci non di coltivazione
biologica, questi contengono all’origine circa il 15% in meno di vitamina C
(cioè 55-60 mg/100 g). Supponiamo inoltre che questo ortaggio, nel passaggio
dal campo al banco del fruttivendolo, sia mantenuto per 24 ore a temperatura
ambiente e che sia infine conservato per altri 3-4 giorni in frigorifero prima
di essere cotto in acqua. Se l’acqua di cottura non sarà in qualche modo
recuperata, la quantità di vitamina C che arriverà nel nostro piatto sarà poco
più del 30% di quella iniziale (circa 18 mg).
Risultati
simili si ottengono se consideriamo un vegetale più resistente come le patate.
Se le patate sono consumate nei mesi autunnali (lessate con la buccia), arriva
nel nostro piatto circa il 70% della vitamina C presente nel tubero al momento
della raccolta. Se le stesse patate sono cotte e mangiate dopo diversi mesi
dalla raccolta (ad esempio, nella primavera successiva), la vitamina C che
rimane nell’alimento è solo il 30% di quella iniziale.
È
dunque evidente che chi riesce a consumare ortaggi (e frutti) appena colti e al
giusto punto di maturazione non solo consuma alimenti con qualità
organolettiche eccellenti, ma riesce a introdurre nell’organismo anche quantità
significative di vitamine. Quando invece la raccolta è molto lontana (nel tempo
e nello spazio), non solo sapori e aromi sono in qualche modo compromessi, ma
anche le proprietà nutrizionali sono ovviamente ridotte.
sabato 14 ottobre 2017
mercoledì 11 ottobre 2017
ARTICOLAZIONI E DOLORI
I
processi infiammatori (artrite) e, con l’andare del tempo, anche degenerativi (artrosi) che
colpiscono le articolazioni sono quasi sempre il risultato di cause numerose.
Tra queste possiamo ricordare una certa ereditarietà, il tipo di lavoro svolto,
l’attività fisica (mancante o eccessiva), le abitudini alimentari.
Per quanto riguarda queste ultime, è noto che una dieta ricca di alimenti
protettivi come frutta fresca e verdure crude ritarda l’invecchiamento
dell’organismo e protegge, tra l’altro, anche l’integrità delle articolazioni.
Al contrario, un consumo eccessivo di alimenti proteici animali (come carne,
formaggi e uova) determina le condizioni per una precoce alterazione del
complesso funzionale costituito da ossa, muscoli e articolazioni. Anche la
presenza negli alimenti di additivi e di residui di coltivazione o di
allevamento può danneggiare le articolazioni attraverso vari meccanismi.
Una
dieta che contribuisca a prevenire l’alterazione delle articolazioni potrebbe
essere così composta:
- Consumare giornalmente frutta di
stagione, fresca e cruda;
- Far precedere al pranzo e alla
cena una abbondante insalata mista di verdure crude;
- Porre un limite al consumo di
proteine animali, ad esempio mangiando a pranzo un piatto di cereali e a
cena un alimento proteico (sempre con l’accompagnamento di contorni di
verdure crude e cotte);
- Valorizzare gli alimenti proteici
vegetali come i legumi che, con adeguati contorni oppure ad integrazione
di un piatto di cereali (polenta, pasta, riso), possono costituire un
ottimo pasto;
- Consumare moderatamente vino e
caffè (e astenersi dal fumo);
- Garantire giornalmente all’organismo la quantità necessaria (circa 2 grammi) di grassi omega-3
(dotati di proprietà disinfiammanti) consumando ogni giorno 6-10 mandorle
e 1-2 cucchiaini di olio di lino spremuto a freddo;
- Preferire alimenti provenienti da agricoltura e allevamento biologici.
Infine,
una pianta come la Boswellia serrata (appartenente alla tradizione fitoterapica
indiana, ma che si trova anche nelle nostre farmacie e erboristerie) è
utilizzabile per le sua proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche.
Iscriviti a:
Post (Atom)






