mercoledì 18 marzo 2020

CUCINARE, SOPRATTUTTO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS


Leggo, ben in evidenza all’ingresso del reparto di un supermercato dedicato alla vendita di alimenti surgelati: “Meno tempo in cucina, più tempo per te”. Una affermazione che evidentemente solletica chi pensa che quelle passate in cucina siano ore sottratte ad attività più gratificanti e utili. Non è proprio così e chi ha scritto quella frase evidentemente non è al corrente degli studi che testimoniano che il tempo dedicato alla preparazione del pasto è direttamente proporzionale alla qualità della dieta. In altri termini, più cala il tempo dedicato alla cucina, più in famiglia aumenta il consumo di bibite zuccherate, di alimenti di scarsa qualità, di prodotti da forno industriali e di piatti precotti. Si riduce anche la presenza sulla tavola di frutta e verdure fresche e aumenta l’obesità nei figli. A proposito di bambini, una indagine su 3400 bambini di cinque diverse scuole elementari canadesi (Public Health Nutrition 2012 May 11:1-5) ha osservato che quando i piccoli sono coinvolti nell’attività di cucina aumentano i consumi di frutta e verdura mentre la salubrità della dieta migliora. Analoghi risultati sono stati riscontrati in una diversa ricerca effettuata su persone adulte. Poiché la buona qualità della dieta produce salute e benessere, cucinare si traduce (al contrario di quanto affermato dai pubblicitari) in una riduzione del tempo (e del denaro) dedicato a curarsi, fare accertamenti diagnostici, prenotare visite specialistiche, assumere farmaci, ecc. Chi deve vendere fa evidentemente il suo mestiere. Voi però cucinate, specialmente ai tempi del coronavirus.

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