domenica 28 dicembre 2014

DIABETE: NON SOLO ZUCCHERO



Chi mangia troppa carne rossa rischia il diabete più degli altri. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su  JAMA Internal Medicine,2013;173(11):1-8. I dietologi dell'Università di Singapore hanno analizzato i risultati di tre grossi studi coordinati dall’Università di Harvard: l'Health Professionals Follow-up Study, il Nurses Health Study e il Nurses Health Study II. Nei circa 149mila partecipanti agli studi, i ricercatori hanno documentato, durante un ventennio, 7.540 nuovi casi di diabete di tipo 2. L’aumento del consumo di carne rossa durante un intervallo di quattro anni era associato a una crescita del rischio di diabete di tipo 2 nel corso del quadriennio successivo. Viceversa, la diminuzione del consumo di carne rossa riduceva le probabilità di ammalarsi di diabete negli anni successivi.
Alcuni ricercatori statunitensi (Duke University di Durham, North Carolina, USA) suggeriscono che i nutrienti più problematici presenti nella carne rossa sono gli acidi grassi saturi e che sarebbe opportuno orientare i consumatori verso alimenti proteici a basso contenuto di grassi totali e di grassi saturi. Come ad esempio (dicono sempre gli scienziati USA) pesce, pollame e latticini scremati. Ma non sarebbe meglio, dico io, promuovere con maggior decisione alimenti proteici vegetali come i cereali integrali, i legumi e i semi oleosi? Si tratta di alimenti di costo contenuto (anche dal punto di vista dell’impatto ambientale!), ricchi di proteine di eccellente valore nutritivo e con una sostanziale assenza di grassi saturi. Ma forse sarebbe troppo semplice…


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)


giovedì 18 dicembre 2014

ECOLOGIA DELLA NASCITA E CELIACHIA

Potete vedere qui il video dell'incontro organizzato dalla benemerita associazione Terra Viva che, soprattutto in Valpolicella, si dà da fare per il miglioramento della salute dell'uomo e dell'ambiente. Nell'ambito della serie di conferenze su "Nuovi stili di vita", lo scorso 28 novembre il primo tema era: "Ecologia della nascita: e se i bambini nascessero in casa?" a cura dell'ostetrica Lisa Forasacco, presidente dell'associazione Mamaninfea; il secondo tema era "Celiachia: il frumento, il glutine e molto altro" a cura del Dr. Paolo Pigozzi. Il video comprende i due interventi: dall'inizio fino al minuto 49 l'intervento dell'ostetrica, a seguire quello sulla celiachia.

domenica 14 dicembre 2014

ORTO E FRUTTETO: UNA MINIERA DI SALUTE A POIANA MAGGIORE (VI)

ORTO E FRUTTETO: 
UNA MINIERA DI SALUTE

Una chiacchierata con il Dr. Paolo Pigozzi sulle proprietà salutari e terapeutiche dei frutti e degli ortaggi che compaiono sulla nostra tavola

Giovedì 18 dicembre 2015 ore 20,45
presso la sala polifunzionale "Giusto Geremia" 
Via Trieste - Poiana Maggiore (VI)

Info: consulta.giovani@pojanamaggiore.it


mercoledì 10 dicembre 2014

BIGOLOTO COI POMI PER CICLISTI

Sull'ultimo numero di Ruotalibera, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di Verona (di cui sono socio), potete leggere la mia proposta per una eccellente e sana merenda durante una gita in bicicletta (sì, anche in questa stagione!). La trovate a pagina 17.

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mercoledì 3 dicembre 2014

ORTO E FRUTTETO: UNA MINIERA DI SALUTE A POIANA MAGGIORE (VI)

ORTO E FRUTTETO: 
UNA MINIERA DI SALUTE

Una chiacchierata con il Dr. Paolo Pigozzi sulle proprietà salutari e terapeutiche dei frutti e degli ortaggi che compaiono sulla nostra tavola

Giovedì 18 dicembre 2015 ore 20,45
presso la sala polifunzionale "Giusto Geremia" 
Via Trieste - Poiana Maggiore (VI)

Info: consulta.giovani@pojanamaggiore.it


venerdì 21 novembre 2014

CELIACHIA, GLUTINE, FRUMENTO E MOLTO ALTRO

Venerdì 28 novembre 2014 ore 20,30
San Pietro in Cariano (VR)

Via Beethoven, 16 • Sala Lonardi
presso il Centro Sociale
Celiachia, il frumento, il glutine, le intolleranze ...e molto altro
Dottor Paolo Pigozzi, Nutrizionista, omeopata, fitoterapeuta
Ecologia della nascita. E se i bambini nascessero in casa?
Lisa Forasacco, Ostetrica libera professionista, Pres. Ass. Mamaninfea

domenica 16 novembre 2014

SE I BAMBINI NON MANGIANO FRUTTA E VERDURA



Molti bambini e parecchi ragazzi (non tutti, per fortuna) non amano mangiare la frutta e la verdura. Non è una novità e con questo dato di fatto si scontrano genitori e insegnanti. Almeno quelli che si pongono il problema, dato che è noto da tempo che il consumo regolare di questi alimenti vegetali (4-5 volte al giorno suggeriscono le autorità sanitarie internazionali) è collegato alla riduzione del rischio per molte patologie acute (raffreddori, influenze, ecc.) e per diverse malattie croniche e degenerative come, ad esempio, l’infarto cardiaco, l’ictus cerebrale, il diabete, l’osteoporosi, l’asma, le allergie, alcuni tumori, ecc. Tra l’altro, gran parte di queste patologie si manifestano in età adulta, ma mettono radici nell’organismo molto presto. Anche per questo è importante che i bambini e i ragazzi adottino il più presto possibile buone abitudini alimentari. Incluso il consumo regolare di un piatto di ortaggi crudi come apertura del pranzo e della cena e di un paio di frutti di stagione negli spuntini.
Fin qui la teoria, ma il passaggio alla pratica per chi è responsabile dell’educazione e dell’alimentazione dei minori non è sempre facile. I quali, alla proposta di mangiare frutta, verdure o minestroni, rispondono spesso con un deciso diniego, giustificato con motivazioni molto varie. Vediamo allora qualche suggerimento per avviare i bambini e i ragazzi alla buona abitudine di consumare vegetali freschi e all’adozione di una dieta salutare.

Non proibite, non minacciate
Non credo produca buoni risultati adottare il metodo delle proibizioni, delle forzature o addirittura delle minacce. Che funzionano solo per pochissimo tempo. Soprattutto se, ed è inevitabile, gli interessati “mangiano la foglia”. Ecco qualche esempio di frasi assai comuni, ma francamente poco utili: “Smettila di piluccare! Il pane si mangia solo dopo la pasta! Devi mangiare di tutto! Devi mangiare tutto! Sbrigati! Svelto perché si raffredda! Le carote ti fanno bene! Se mangi l’insalata ti do il gelato”.

Curare l’orto è un buon metodo
Le cose vanno generalmente meglio se i bambini possono sperimentare non solo l’assaggio del piatto pronto, ma anche la preparazione e, quando possibile, la coltivazione di frutta e verdure. A questo proposito, esperienze recenti (tra le molte, anche italiane, quella della scuola inglese St Andrew's School a Shifnal, Shropshire, www.st-andrews-shifnal.co.uk) testimoniano che far seminare le carote ai bambini, raccoglierle al punto giusto con le proprie mani e prepararle per il consumo con l’aiuto degli educatori e, in particolari occasioni, anche dei genitori è il miglior modo per far aumentare il consumo di questo importante ortaggio durante la refezione scolastica. Il responsabile del servizio mensa della St Andrew's School afferma con decisione: "Si possono servire a 100 bambini le carote persuadendoli a mangiarle, se anche solo due di queste sono state coltivate nel giardino della scuola". Una strategia che probabilmente si rivela più efficace del raccontino (incomprensibile per i più piccoli e lontano mille miglia dalla sensibilità degli adolescenti) sull’utilità delle carote per la salute. Gli scolari inglesi non mangiano volentieri le carote perché “fanno bene”, ma perché sono buone e croccanti e, soprattutto, sono il frutto del loro impegno (e del loro divertimento).
Il suggerimento è dunque evidente: genitori e nonni (e insegnanti, quando possibile) è bene che coinvolgano figli e nipoti nella coltivazione dell’orto. Ma anche nell’impasto e nella cottura di torte e biscotti e nella preparazione del minestrone.

Le abitudini famigliari sono importanti
È evidente che il ruolo educativo dei genitori (se lo vogliono esercitare) e le buone abitudini osservate in famiglia hanno una fondamentale importanza nel formare lo stile di vita dei figli. Se fosse necessario, lo testimonia una ricerca pubblicata qualche anno fa su una rivista di scienze sociali e salute (Social Science & Medicine 2009;68:1416-1424). I bambini e i ragazzi che a casa mangiano più frutta e verdura sono coloro che ne consumano di più anche quando pranzano alla mensa della scuola. Insomma, non dovrebbe accadere quanto riferito da alcune maestre. Che alla domanda: “Vedo che a scuola mangi volentieri l’insalata. La mangi anche a casa?” si sentono rispondere: “No, perché la mamma non me la dà mai”.
I genitori sono molto importanti più per quello che fanno (e che fanno fare) che per quanto dicono.

Fate conoscere i contadini
Portate i bambini (i ragazzi no, si scocciano) anche a fare la spesa. Non al supermercato, un ambiente fatto apposta per mettere insoddisfazione e instillare desideri artificiali. Da placare acquistando, naturalmente. Accompagnateli piuttosto dai contadini e dagli ortolani vostri fornitori. Con semplicità, saranno informati sulla provenienza del cibo, conosceranno chi lo produce, comprenderanno meglio le risorse del proprio territorio, impareranno a valutare freschezza, sapore, aspetto degli alimenti. Vi ringrazieranno (forse) quando saranno adulti, ma voi sarete certi di aver fatto qualcosa di buono per la loro salute, la loro autonomia e la loro felicità.

Quando i genitori sono vegetariani (e i figli no)
Oppure: “Quando i genitori amano camminare nel verde (e i figli no)”. E ancora: “Quando i genitori amano vestire i figli alla marinara (e i figli no)”. Ma anche: “Quando i genitori vanno pazzi per le verdure cotte (e i figli no)”.
Potrei continuare per una pagina intera. I genitori per decenni di fatto scelgono per conto dei figli. Senza aspettarsi che questi siano sempre d’accordo. Lo fanno spesso anche su aspetti non secondari, che avranno inevitabilmente conseguenze (positive o meno) sulla vita dei pargoli. Ne faccio un breve elenco, ma voi potreste completarlo e personalizzarlo: l’allattamento, le vaccinazioni, il tipo di scuola, come trascorrere le vacanze, l’uso delle chiavi di casa, la cerchia degli amici, i riti del pasto, le feste famigliari, l’abbigliamento, la gestione e l’intensità dei rapporti sociali, l’abitudine alla lettura, lo spazio e il tempo dedicati alla televisione e al computer, ecc. Su tutte queste questioni e su molte altre (compresa, ovviamente, la decisione di essere vegetariani) è inevitabile che i genitori facciano scelte per conto dei figli. Avete per caso domandato la loro opinione sul tema delle vaccinazioni? No. Vi siete informati e confrontati con amici ed esperti, avete discusso tra voi due e poi, con determinazione e accettando un margine di incertezza, avete optato per la scelta che vi sembrava migliore (oppure, semplicemente, per il male minore).

Le spiegazioni non sono (sempre) necessarie
Se avete deciso di non mangiare carne, non credo sia necessario o opportuno che spieghiate al vostro pargolo le motivazioni. Rischiereste di incartarvi in elucubrazioni che potrebbero essere poco comprensibili, fonte di ansia o semplicemente smontate con facilità da un figlio particolarmente precoce e amante della logica. La carne fa male? E il nonno che la mangia tutti i giorni? E gli amici che hanno sempre il panino con il salame nello zaino? Si ammaleranno presto? E così via. Fate piuttosto quello che vi sembra giusto o opportuno. Le spiegazioni verranno dopo. Quando? Ad esempio quando arriveranno le prime domande. Perché noi non mangiamo mai carne? Questa nel piatto è la gamba del pollo? Ma allora è morto? Chi l’ha ucciso? Gli hanno fatto male? Le risposte non sono evidentemente facili, sia per i genitori vegetariani che per gli onnivori. Credo tuttavia che le nostre parole dovrebbero sempre contenere pietà e compassione per gli animali, ma anche profondo rispetto per chi, in campo alimentare, fa una scelta diversa dalla nostra. Certo, più avanti con l’età (alle soglie dell’adolescenza, ad esempio) le motivazioni delle nostre scelte dovranno essere più articolate e solide. E, a questo punto, aperte al confronto e alla libera scelta dei figli. Che magari è in contrasto con quella dei genitori. Auspicabilmente in contrasto, oserei dire. Che altro strumento hanno gli adolescenti per avviarsi all’autonomia e all’età adulta se non contestare e contraddire, in quel momento, le scelte dei genitori? Tuttavia, credo sia opportuno che i genitori, a loro volta, dimostrino sì accoglienza e comprensione per opinioni e valutazioni diverse, ma confermino anche la solidità delle loro scelte.


(Da un mio articolo pubblicato sulla rivista Vita e Salute)