Segnalo che la pagina di questo blog IO SONO ECOLOGICO (che raccoglie spunti e suggerimenti rivolti
a far acquisire ai ragazzi maggior consapevolezza sui temi
dell'ecologia, dell'ambiente, dello stile di vita) è stata aggiornata
con un post sui mezzi di trasporto.
"La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina e della tavola che nelle scatole degli speziali" Francesco Redi (1626-97)
giovedì 9 gennaio 2014
TRENO E BICI PER I RAGAZZI SVEGLI
Segnalo che la pagina di questo blog IO SONO ECOLOGICO (che raccoglie spunti e suggerimenti rivolti
a far acquisire ai ragazzi maggior consapevolezza sui temi
dell'ecologia, dell'ambiente, dello stile di vita) è stata aggiornata
con un post sui mezzi di trasporto.
sabato 4 gennaio 2014
POLPETTE
Mi piacciono
le polpette. Un tempo, più di adesso, erano un alimento consueto. Si aveva la
cultura (la necessità, direi morale, ci sarebbe anche adesso) di non buttare
nulla e, probabilmente, c’era anche un po’ più di tempo da dedicare alla cucina.
Le vedevo, le polpette, nelle osterie del mio paese (in realtà un quartiere
periferico a sud della città, ma definito “paese” da tutti quelli che allora ci
abitavano, operai e muratori per lo più, forse per contrapporlo alla “città”
dei signori, lontana solo un paio di chilometri). Stavano appoggiate in piccole
piramidi ordinate sui piatti bianchi che sul bancone contendevano lo spazio ai
gomiti degli avventori. Che se le mangiavano di gusto come spuntino o antipasto
prendendole direttamente con le dita tra una chiacchiera e l’altra prima di
tornare a casa.
Mia madre le
preparava di tanto in tanto per riutilizzare gli avanzi. Resti del pranzo della
domenica, pane vecchio, cipolla, aglio, prezzemolo e altro che passava il
convento: tutto era triturato con una meravigliosa macchina tritatutto, fatta
di solido metallo e con una manovella che mi divertivo un mondo a girare (era
uno di quegli aggeggi che ci sono in casa, sono già lì quando sei arrivato e ci
rimangono anche quando tu prendi altre strade: infatti adesso, dopo 4-5
traslochi, la magica macchinetta non so più che fine abbia fatto). Con
l’aggiunta di un uovo e di un pizzico di sale, l’impasto era pronto per essere
trasformato in polpette. Chiunque prepari le polpette ha nelle sue mani la
forma e le dimensioni preferite: quelle di mia madre erano polpette di cinque
centimetri di diametro, piuttosto appiattite. Io le voglio più piccole e
tendenzialmente sferiche. I miei ingredienti preferiti sono i cereali (riso
integrale avanzato, come da tradizione, ma anche cotto apposta, fiocchi
d’avena, bulghur, ecc.) cipolla cruda, aglio e quello che offre la stagione
(sedano, carote, zucchine…). Non deve mancare, se volete fare a meno dell’uovo,
un cucchiaio (o due) di farina di ceci: l’effetto legante è assicurato.
Ultimamente mi vengono bene queste. Tra l’altro, le potete cuocere in forno
evitando la frittura: verranno più digeribili e più sane.
Polpette di
riso e verdure
1 bicchiere
di riso integrale
2,5
bicchieri di acqua o di brodo vegetale
1 cipolla
1 costa di
sedano
1 carota
piccola
1 spicchio
d’aglio
1 cucchiaio
di prezzemolo tritato
1 cucchiaio
colmo di farina di ceci
2 cucchiai
d’olio extra vergine d’oliva
mezzo
cucchiaino di curcuma (o di curry o di semi di cumino)
1 cucchiaio
di shoyu (salsa di soia)
pane
grattugiato
Cuocete il
riso integrale con l’acqua o il brodo (almeno 60-70 minuti, fuoco molto basso,
pentola sempre coperta, mai mescolare). Lasciatelo raffreddare. Unitelo in una
terrina con le verdure finemente tritate, gli aromi, la farina di ceci, un
cucchiaio d’olio e, se serve, un po’ di pane grattugiato. Insaporite con lo
shoyu. Fate delle palline come una grossa noce, rotolatele nel pane grattugiato
e appoggiatele ordinatamente su una piastra unta. Passatele in forno ben caldo
(200 °C) per 30-40 minuti. A metà cottura giratele con delicatezza. Servitele
adagiandole su qualche cucchiaio di salsa di zucca e porri (semplice semplice:
tagliate le verdure a tocchetti, fatele stufare in un cucchiaio d’olio a fuoco
bassissimo e a pentola coperta finché sono ben morbide; insaporite con un
pizzico di sale; con il frullatore ad immersione ricavatene una crema) e
accompagnatele con una insalata di radicchio rosso. Una festa anche per gli
occhi.
(Dalla mia rubrica Vegetariando, sulla rivista Vita e Salute)
giovedì 19 dicembre 2013
martedì 17 dicembre 2013
CANEDERLI PER NATALE
Canederli per il giorno di Natale (per 4 persone)
150 g di seitan (al naturale o,
se vi piace, fumé)
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
farina di grano saraceno
brodo vegetale
sale marino integrale
Tritate finemente il seitan e la cipolla, il porro e l’aglio. Affettate
il pane e disponetelo in una ciotola. Aggiungete il seitan e le verdure, salate
leggermente e aggiungete un po’ di brodo vegetale (dovrete solo inumidire, non inzuppare troppo la preparazione). Lasciate riposare coperto per un paio
d’ore. Aggiungete al composto la farina di grano saraceno in quantità tale da
rendere il tutto facilmente manipolabile, con l’aiuto di un cucchiaio, formate
dei canederli non troppo grandi (come un mandarino). Lessateli in acqua salata
bollente (oppure, ancora meglio, in brodo vegetale) per almeno 20 minuti.
Serviteli accompagnati, a piacere, da poco brodo oppure da crauti caldi.
lunedì 9 dicembre 2013
venerdì 6 dicembre 2013
I CRAUTI E GLI ALIMENTI FERMENTATI
Sul numero di dicembre della rivista Vita in Campagna è uscito un mio articolo sui vantaggi per la salute degli alimenti fermentati. Oltre ai crauti (cavolo cappuccio fermentato con
sale e aromi), ogni giorno mangiamo alimenti fermentati. Spesso a nostra
insaputa. Scopri questi alimenti straordinari scaricando l'articolo qui.
mercoledì 4 dicembre 2013
LA MUSICA FA BENE

La musica fa star bene tutti, ma può anche svolgere un ruolo terapeutico
non trascurabile nei confronti di patologie importanti come il morbo di Alzheimer,
il morbo di Parkinson, l’autismo, la patologia tumorale e la riabilitazione
dopo un trauma. Questi temi sono stati al centro del terzo congresso
internazionale organizzato dalla Società di neuromusicologia clinica (Cnm) e
svoltosi a Brescia nello scorso anno. Eseguire esercizi con la voce, il canto
corale, il movimento ritmico del corpo e l’improvvisazione musicale hanno
prodotto buoni miglioramenti su diversi aspetti delle patologie neurologiche,
ma anche sulla sfera emotiva e sullo svolgimento delle attività di tutti i
giorni.
Una interessante esperienza di musicoterapia in ambito oncologico è stata
presentata dal gruppo di Arti-Terapie integrate attivo presso l'Istituto dei
tumori di Milano con donne operate per tumore al seno. È stato registrato un
miglioramento statisticamente significativo di diversi aspetti che hanno una
forte influenza sulla qualità della vita (l’equilibrio mentale, la vitalità, le
attività sociali, ecc.). D’altra parte, come ha spiegato Ryo Noda, professore
della Osaka university of arts, art and primary education department e pioniere
della musicoterapia in Giappone, “Il grembo materno è la prima grande orchestra
dove non esiste un solo attimo di silenzio e dove la musica è il pulsare stesso
della vita”. Buone notizie per tanti, ma (se permettete) soprattutto per il
sottoscritto che canta da più di due decenni in un coro polifonico.
(Dalla mia rubrica Vegetariando, sulla rivista Vita e Salute)
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