E' uscito l'ultimo numero di RUOTALIBERA, la bella rivista dell'associazione FIAB-Amici della Bicicletta di
Verona, di cui sono socio. A pagina 17 trovate la mia ricetta per un "Muffin all'arancia" dedicato ai ciclisti (ma ottimo per tutti). Buone pedalate.
"La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina e della tavola che nelle scatole degli speziali" Francesco Redi (1626-97)
sabato 25 febbraio 2017
martedì 21 febbraio 2017
FRUTTA E BUONSENSO
Potete leggere qui una mia breve intervista (a cura della giornalista Giuliana Lomazzi) sul corretto consumo di frutta.
giovedì 9 febbraio 2017
ALLATTARE AL SENO IN PUBBLICO? CERTAMENTE SI'
Segnalo questa importante iniziativa che ha lo scopo di sensibilizzare sul tema dell’importanza dell’allattamento materno nei luoghi pubblici. Chi può, aderisca e/o partecipi. Qui tutte le informazioni.
lunedì 6 febbraio 2017
COME ARRICCHIRE LA DIETA DI FIBRE
Le fibre sono una componente non assimilabile della dieta e sono
contenute esclusivamente negli alimenti di origine vegetale. Sono
particolarmente abbondanti nei cereali integrali, nei legumi, nei semi oleosi,
nella frutta e nelle verdure. La loro presenza nella nostra dieta è spesso
largamente inferiore alle effettive necessità dell’organismo. Si calcola
infatti che ogni italiano consumi mediamente ogni giorno meno di 20 g di fibre
vegetali, mentre invece le indicazioni più aggiornate delle autorità sanitarie
suggeriscono di non scendere al di sotto dei 30‑35 g quotidiani.
Le fibre risolvono la stitichezza e prevengono i tumori dell’intestino
E' ormai noto da tempo che la presenza delle fibre nella dieta è
indispensabile per tutti (almeno a partire dallo svezzamento) e che il loro
consumo regolare previene e cura disturbi e malattie a localizzazione
intestinale come, ad esempio,la stitichezza, i diverticoli del colon, la colite
spastica, le ragadi anali, le emorroidi.
Una dieta ricca di fibre, inoltre, riduce il rischio per patologie gravi
come i tumori dell’intestino. Le fibre, infatti, sequestrano alcune componenti
della bile che possono avere effetti cancerogeni e impediscono l'assorbimento
di sostanze chimiche pericolose, talvolta ingerite con gli alimenti oppure
formatesi durante il processo digestivo. In ogni caso, rendendo più veloce
l’espulsione dei residui della digestione, riducono il contatto delle sostanze
irritanti e tossiche con la parete intestinale.
Riducono il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete
L'eccessiva presenza dei grassi nella dieta e un abbondante consumo di
zuccheri semplici aumentano il rischio per diverse patologie, in primo luogo le
malattie cardiovascolari, ma anche il diabete e alcuni tumori. La presenza di
fibre vegetali nella dieta può dare un notevole contributo preventivo,
rallentando l’assimilazione intestinale dei grassi e degli zuccheri. Da questo
punto di vista, le più efficaci si sono rivelate le pectine, fibre che si
trovano in abbondanza nella frutta. Eccellenti risultati si possono avere
associando alle pectine anche le fibre contenute nei fagioli, nelle carote e
nei fiocchi d'avena.
Come arricchire la dieta di fibre
Per aumentare in modo
consistente la quantità di fibre vegetali nella dieta non ci si può
semplicemente limitare a consumare più frutta e più verdure. Questi alimenti,
pur essendo indispensabili nell'ambito di una corretta alimentazione,
contengono tuttavia una quota di fibre relativamente modesta se rapportata a
quella fornita dai cereali integrali, dai legumi e dai semi oleosi (come le
noci e le mandorle).
Una dieta ricca di fibre, dunque, è caratterizzata da una quota modesta
di alimenti proteici di origine animale (carne, pesce, uova e formaggi), dalla
presenza quotidiana di frutta e di verdure fresche, ma soprattutto dal regolare
consumo di pane, pasta, riso e di altri cereali in forma integrale, con
l’indispensabile complemento di 2-3 porzioni di legumi alla settimana.
Le
fibre aiutano anche a controllare il peso corporeo
Le fibre vegetali possono servire anche per mantenere con
relativa facilità il peso corporeo entro limiti accettabili.
Una
opportuna riduzione del peso e soprattutto un consolidamento nel tempo dei
risultati ottenuti con una dieta adeguata sono obiettivi che si possono
raggiungere aumentando l'assunzione di alimenti ricchi di fibre. Questi infatti
sono meno ricchi di calorie, perché le fibre non vengono assimilate
dall'organismo. Inoltre le fibre assorbono grandi quantità d'acqua e
gonfiandosi nello stomaco inducono più precocemente il senso di sazietà. Le
fibre, infine, si legano parzialmente ai grassi e alle proteine, limitando
l’assimilazione intestinale di questi nutrienti.
mercoledì 1 febbraio 2017
IL PORRO DEPURA
Questo ortaggio è ricco sali minerali che stimolano
delicatamente tutto il metabolismo. La sua ricchezza in ferro, in particolare,
lo rende interessante per gli anemici. Il porro contiene in discreta quantità
zolfo e silicio, due minerali utilizzati dall'organismo per la sintesi delle
proteine e per la formazione dello scheletro. Ecco perché questo ortaggio è
molto utile in tutte le fasi di crescita e adatto quindi ai bambini, agli
adolescenti, durante la gravidanza, ecc.
L'attività diuretica e depurativa del porro è proverbiale,
tanto da renderlo particolarmente indicato nell'obesità, nelle infiammazioni
delle vie urinarie (specialmente in presenza di calcoli), nei disturbi
articolari, nella gotta e nelle insufficienze renali.
Questo pregiato ortaggio, inoltre, contiene una notevole
quantità di fibre e per questo deve essere inserito nella dieta dei soggetti
stitici, di chi ha la colesterolemia elevata, delle persone diabetiche, degli
ipertesi.
Come utilizzare nel modo migliore questo straordinario dono
della natura? È bene sapere che il porro lessato in acqua abbondante (se questa
non è poi riutilizzata per preparare minestre o besciamelle) ha un patrimonio
minerale notevolmente ridotto e, di conseguenza, proprietà mineralizzanti,
stimolanti e depurative più attenuate. Eccellente è invece il porro crudo
(ottimo se di piccole dimensioni), finemente affettato per insaporire una
insalata mista. La stufatura dei porri a fuoco moderato consente di mantenere
integre gran parte delle qualità nutrizionali e ben si presta per preparare
buone salse adatte per condire pasta corta o per accompagnare del riso
integrale. Non dimenticate, infine, di utilizzare il più possibile anche la
parte verde dell'ortaggio, quella più ricca di minerali, di fibre e di principi
attivi.
martedì 24 gennaio 2017
CIPOLLE E CIPOLLOTTI PER L'ARTROSI
Tra qualche settimana saranno disponibili le cipolle fresche dette anche cipollotti. Sono ortaggi
particolarmente piacevoli perché il sapore piccante tipico di questo vegetale è
all'inizio della stagione poco pronunciato. È dunque questo il tempo per portare con
maggior frequenza cipolle e cipollotti in tavola, anche per approfittare delle
notevoli proprietà terapeutiche. La cipolla, infatti, attiva tutte le funzioni
organiche, è antibatterica e antinfettiva, stimola la funzionalità renale
favorendo l'eliminazione delle scorie azotate, combatte i vermi intestinali.
Il suo consumo è, inoltre, particolarmente consigliato ai
diabetici e ai soggetti a rischio dal punto di vista cardiovascolare. Che la
cipolla influisse positivamente sulla glicemia lo si sapeva almeno dal 1923.
Ulteriori conferme sono arrivate da numerose ricerche effettuate soprattutto
nel decennio tra il 1970 e il 1980. Il consumo regolare di questo ortaggio
riduce il rischio di malattie cardiovascolari, visto che abbassa il tasso di
colesterolo e riduce la viscosità sanguigna.
L’effetto diuretico della cipolla e del suo decotto è noto a
tutti. Il rinnovamento del sangue e dei liquidi organici promosso dalla cipolla
e il ringiovanimento cellulare che ne consegue hanno un effetto benefico su
tutte le persone che soffrono di artrite e artrosi, di iperuricemia e di gotta,
di dolori muscolari.
Non dimentichiamo inoltre che un'altra interessante
proprietà della cipolla è quella batteriostatica e antibiotica, particolarmente
utile soprattutto nelle infiammazioni delle vie respiratorie e nelle sindromi
influenzali. Perfino nelle squame secche più esterne del bulbo si sono trovate
sostanze disinfettanti attive nei confronti dei funghi patogeni. Negli anni
Quaranta del secolo scorso, quando gli antibiotici non erano ancora
disponibili, sono state fatte interessanti sperimentazioni nella medicazione di
ferite e di piaghe purulente utilizzando una pasta di cipolla cruda tritata.
Pur non essendo la cipolla applicata direttamente sulla ferita, i tessuti
lesionati erano esposti ai suoi vapori. Ebbene, già dopo le prime applicazioni
il dolore, il cattivo odore e la suppurazione erano scomparsi, mentre iniziava
prontamente la cicatrizzazione della lesione.
Alcuni suggerimenti per il consumo e l’eventuale impiego
terapeutico
La cottura della cipolla inattiva gran parte dei suoi
principi terapeutici e quindi il modo migliore di approfittare
mercoledì 18 gennaio 2017
FRUMENTO INTEGRALE PER IL DIABETICO (E PER TUTTI)
L’iperglicemia
(aumento eccessivo del livello di glucosio nel sangue) e il diabete sono
condizioni sempre più frequenti nei paesi occidentali industrializzati (Stati
Uniti, Europa) e anche presso tutte le popolazioni che ne adottano lo stile di
vita. Il diabete è infatti strettamente collegato a quelle cattive
abitudini che caratterizzano appunto il nostro modo di vivere: l’eccesso
calorico della dieta, la scadente qualità degli alimenti, la mancanza di
attività fisica. Si pensi che a livello mondiale nel 1997 i diabetici erano 124
milioni, mentre si stima che nel 20125 i diabetici saranno ben 300
milion
Uno stile di vita corretto è più efficace dei farmaci
Sappiamo da tempo (grazie a numerosi studi scientifici)
che le opportune modificazioni dello stile di vita possono ridurre quasi del
60% l’incidenza del diabete, mentre la sola terapia farmacologica determina una
riduzione di questa malattia del 31%. Una dieta basata sui vegetali freschi,
sui legumi e sui cereali integrali, unitamente ad una quantità adeguata di
fibre, ad una riduzione delle proteine e dei grassi animali (presenti nella
carne, nelle uova e nei formaggi) e soprattutto ad un’attività fisica
giornaliera (con un minimo di 20-30 minuti al giorno) prevengono l’aumento del
livello di glucosio nel sangue (iperglicemia) e il diabete.
Un nuovo strumento per il controllo del diabete
Torniamo volentieri su questo tema così
attuale, stimolati anche da un interessante esperimento i cui confortanti
risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica European Journal of Clinical Nutrition
2005;59:384-92. Si trattava di valutare gli effetti della somministrazione
dell’albumina di frumento sulla glicemia di volontari sani e di soggetti
affetti da diabete di tipo 2 (detto anche diabete dell’adulto). È risultato che
l’albumina di frumento riduce, in maniera dose-dipendente, l’innalzamento della
glicemia dopo il pasto e il livello dell’emoglobina glicata. Cioè i due
principali parametri che consentono di valutare la predisposizione alla
malattia e l’adeguatezza della dieta nel diabetico. È interessante sapere che
questo effetto prodotto dal frumento è praticamente sovrapponibile a quello ottenuto
con i farmaci antidiabetici orali, il cui meccanismo d’azione è molto simile.
La conseguenza, secondo i ricercatori, è che l’albumina di frumento sembra
essere proponibile come alternativa a questi farmaci per il controllo, assieme
alla dieta e all’esercizio fisico, dei livelli glicemici nei pazienti affetti
da diabete di tipo 2.
Che cos’è l’albumina di frumento?
L’albumina costituisce il 9% delle proteine totali di questo
cereale ed è collocata esclusivamente nella parte esterna del chicco e nel
germe. Le proteine rimanenti sono le globuline (5-7%, presenti quasi
esclusivamente nel germe) e le gliadine e le glutenine (75-95%, si trovano
nella parte farinosa centrale del chicco). L’albumina è una proteina di alto
valore biologico (è completa di tutti gli aminoacidi essenziali), ma purtroppo
nella fase di raffinazione del cereale viene quasi completamente eliminata.
Questo significa che consumando pane, pasta e pizza
preparati con farina di frumento raffinata (di tipo 00, per intenderci) non è
possibile ottenere l’effetto positivo sopra descritto, mancando in questa
farina quasi totalmente l’albumina (oltre che le fibre, un altro elemento
tipico dei cereali integrali che riduce la glicemia dopo il pasto). Mentre
invece la farina integrale di frumento (e i prodotti con essa confezionati)
possono avere un effetto preventivo e terapeutico sulla malattia diabetica.
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