mercoledì 21 novembre 2018

A MANGIAR BENE SI IMPARA DA PICCOLI

Il tema dell’alimentazione dei bambini sta a cuore a tutti: è importante educare i bimbi a un’alimentazione equilibrata e sana, che preveda il corretto apporto di vitamine dato da frutta e verdura.
Come rendere più simpatici e invitanti broccoli, piselli, spinaci e fagiolini?
Per imparare piccoli “trucchi” per conquistare i bambini ed educarli al piacere della buona (e sana!) cucina, INSIEME A TE propone un ciclo di due incontri con il Dott. Paolo Pigozzi, medico e nutrizionista, in cui scopriremo le regole della buona alimentazione, conosceremo quali sono i fattori protettivi della dieta e come preparare dei pasti sani e gustosi con ricette facili e adatte ai bimbi dai 12 ai 36 mesi.
Gli appuntamenti, dedicati a mamme, papà e nonni di bambini dai 12 ai 36 mesi, sono:
Martedì 27 novembre 2018 h 10.00/12.00
PRIMI PASSI VERSO UNA SANA ALIMENTAZIONE
Martedì 4 dicembre 2018 h 10.00/12.00
I CIBI CHE AIUTANO A CRESCERE
Iscrizioni gratuite tramite modulo online entro il 20 novembre 2018

lunedì 19 novembre 2018

KIWI: DOMANDA E RISPOSTA


Ricevo e pubblico.

DOMANDA:
Coltivo qualche pianta di kiwi. Quest'anno, per la prima volta, durante la raccolta dei frutti sulla pelle si sono manifestati notevoli forme di irritazione con arrossamento, prurito e grande fastidio.

RISPOSTA:
Si tratta, con tutta probabilità, di fastidi prodotti da una allergia al kiwi.
Il kiwi è originario dalla Cina ed è coltivato in Europa dall’inizio del secolo scorso. Tuttavia, è solamente da qualche decennio che la sua coltura si è fortemente estesa nel nostro Paese. La diffusione di questo frutto si è accompagnata al progressivo manifestarsi dell’allergia prodotta dal suo consumo. Fenomeno che, ovviamente, non era conosciuto prima che il kiwi diventasse un alimento di interesse commerciale. Le manifestazioni più comuni sono quelle sperimentate dal lettore: irritazioni degli occhi, del naso e della bocca, più raramente asma e infiammazioni della cute. I soggetti sensibili al kiwi possono facilmente essere allergici anche a betulla, nocciolo, graminacee e parietaria. È bene fare attenzione anche ai semi di sesamo, ai semi di peperoncino e alla farina di segale per la possibilità che l’organismo manifesti reazioni allergiche anche nei confronti di questi vegetali.
Bagnare frutti, foglie o legno di questa pianta, prima di manipolarli, può ridurre il rischio di insorgenza di spiacevoli fenomeni irritativi.

martedì 6 novembre 2018

MENO SALE, MENO SALATINI


È stato ampiamente dimostrato che una modesta riduzione nell'apporto di sale è associata a significative diminuzioni nella pressione arteriosa. Un intervento anche molto limitato in questo senso, quindi, potrebbe svolgere un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e renali e dell'osteoporosi. Le attuali raccomandazioni nutrizionali suggeriscono la riduzione dell'apporto di sale a meno di sei grammi al giorno (circa un cucchiaino da caffè colmo). Una indicazione apparentemente semplice, ma che sembra comunque difficile da attuare. Visto che mediamente i consumi di sale si aggirano attorno ai 12-15 grammi al giorno. Si tratta senz’altro di abituare il palato ad apprezzare cibi meno salati. Non è tuttavia il caso di consumare la pasta o il minestrone senza sale. Se non in circostanze molto limitate. In realtà, sappiamo che circa l'80% del sale presente nella dieta dei paesi industrializzati deriva dalle aggiunte dell'industria negli alimenti conservati. La strategia giusta per ridurre l'assunzione di sale nella popolazione deve percorrere dunque due strade. La prima sarebbe persuadere l’industria alimentare a diminuire la quantità di sale aggiunta ai cibi (il governo ha fatto questa proposta ai panificatori). La seconda, ad effetto immediato, sta nel ridurre drasticamente il ricorso ad alimenti conservati (barattoli, vasetti, tubetti, ecc.), ai precotti, agli snack, ai crackers, alle merendine, ai salumi e formaggi, ecc. 

domenica 14 ottobre 2018

CORSO DI SCRITTURA A VERONA


Che c'entra, dirà qualcuno, abituato a trovare su questo sito notizie e suggerimenti riferiti alla salute.
Scrivere  è per molti un modo per ritrovare l'equilibrio della salute compromesso o per rimanerci (in salute), se stanno già bene. Diari, lettere, racconti, favole, romanzi, appunti, perfino cartoline dalla spiaggia o dal rifugio sui monti: sono tutti modi buoni per dare e per ricevere, per conoscere e per inventare. Scrivere (e leggere) sono due attività che ci aiutano a stare bene.
Se vi va di saperne di più e di imparare a raccontare, non fatevi sfuggire questo corso di scrittura  narrativa guidato dallo scrittore riminese (ma, ultimamente, montanaro di adozione) Michele Marziani.
Potete leggere altre informazioni sul corso qui e ulteriori notizie anche qui.
Presentazione dell'iniziativa con l'autore a Verona giovedì 25 ottobre alle ore 18,00, alla libreria Pagina12, Corte Sgarzerie 6/A, Verona

martedì 2 ottobre 2018

NON C'E' NIENTE IN FRIGO


Vi è senz’altro capitato di aprire il frigo e di esclamare: “Non c’è più niente in casa: bisogna fare la spesa”. Mentre poi invece, spremendo un po’ il cervello e aguzzando gli occhi, siete riusciti a mettere insieme ancora un paio di pranzi e di cene assolutamente dignitosi semplicemente utilizzando al meglio quello che “non c’era” o quello che c’era da così tanto tempo che era relegato sul fondo della dispensa, quasi invisibile. A me succede spesso e mi piace molto cimentarmi in queste sfide. Nelle quali imparo diverse cose. Primo: acquistiamo spesso molto più di quanto consumiamo e le verdure ammuffiscono, i formaggi diventano immangiabili e le confezioni sottovuoto scadono. Secondo: per mangiare bene serve molto meno cibo di quanto si pensi. Terzo: alcuni alimenti si conservano a lungo senza problemi (mele, patate, cipolle, cereali, legumi, aglio, noci, aromi secchi, ecc.) e in casa ce n’è sempre un po’, sufficiente per trarti d’impaccio. Quarto: siamo spesso preda di una sorta di sindrome della dispensa (o del frigo) vuota che ci spinge a stare bene solo quando la casa è piena di cibo. Quinto: riuscire a realizzare piatti eccellenti con quello che c’è (e non con quello che c’è scritto sulle ricette) aumenta l’autostima e allena a risolvere i problemi contando sulle proprie risorse. Non mi pare poco.